Le cronache di Gaia

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Un luogo di viaggio e di passaggio, benvenuti!

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mercoledì 13 ottobre 2010

Il gatto con gli stivali

Tra i libri che ho acquistato a Libri in cantina vi era anche questo libro:




Fabio Visintin, Angela Carter
Vita, amori, avventure veneziane di Messer Gatto con gli Stivali
Marsilio Graphic Novel
pp 141, Euro 14.00

Si tratta della prima graphic novel per l’editore Marsilio e l’illustratore Fabio Visintin nel suo sito http://www.fabiovisintin.it/2010/01/18/vita-amori-avventure-veneziane-di-messer-gatto-con-gli-stivali/
descrive in questi termini la genesi dell’opera:
“II libro nasce da una mia idea, ma solo una serie di “fortunati eventi” ha consentito che il progetto di questa Graphic novel potesse svilupparsi e arrivare a buon fine. I gatti si sa sono animali un po’ magici ed evidentemente anche questo “Gatto con gli Stivali” non si sottrae alla regola, ma andiamo con ordine: un po’ di tempo fa, un po’ tanto diciamo, mi ero appassionato alle opere di una scrittrice inglese, Angela Carter, una grande scrittrice che meriterebbe di non essere dimenticata (appello, qualcuno ripubblichi le sue opere, o almeno “La camera di sangue ” e “Notti al Circo” sono due libri fantastici!). Uno dei libri a suo tempo tradotti in Italia era la raccolta dei testi di alcune commedie radiofoniche che alla Carter sulla scia del suo gran successo editoriale in Inghilterra agli inizi degli anni 80 erano state commissionate dalla BBC e che lei aveva tratto da alcuni suoi racconti già presenti nel libro “La camera di sangue”, una di queste commediole è appunto il gatto con gli Stivali (Puss in Boots). Leggendola mi sono reso conto che era una sceneggiatura perfetta, e così per puro piacere e per esperimento ho cominciato a disegnare uno storyboard, la cosa funzionava perfettamente, l’unico problema era la questione diritti, volevo trovare un accordo con la Carter (gli eredi, poiché nel frattempo purtroppo lei era deceduta) oppure con il suo agente, ma sfortunatamente non riuscii nemmeno ad entrare in comunicazione, lettere, mail .. nessuna risposta e così questo progetto, come altri finì nel cassetto del “Si vedrà” e lì restò per parecchio tempo.
Molto tempo dopo Francesca Varotto Editor di Marsilio con la quale collaboro da molto tempo per le copertine di gialli della collana “le farfalle”, vide questo Storyboard e siccome c’era voglia di sperimentare nuove aperture all’interno della casa editrice, mi propose di far vedere il progetto a Jacopo de Michelis che era l’Editor interessato a questo tipo di progetti, il quale (I Gatti sono fortunati) disse subito di sì, ma restava il problema dei diritti della Carter della cui trattativa si fece carico la Varotto con una pazienza degna di Giobbe, tra l’altro ci fu molto utile il casuale ritrovamento di un’intervista in cui la Carter, che sapeva d’essere malata dichiarava la volontà che i suoi testi fossero tranquillamente usati in ogni modo, elencando in un elenco molto divertente tutte le possibilità con cui le sue opere sarebbero potuto essere rappresentate, finendo la lista con “spettacolo con i pattini sul ghiaccio”.
Così il gatto è arrivato in libreria (I gatti hanno 9 vite) e credo che anche alla Carter la cosa non sarebbe spiaciuta.


Due parole sugli autori:

Angela Carter (Eastbourne, 7 maggio 1940 – Londra, 16 febbraio 1992) è stata una scrittrice e giornalista britannica, conosciuta per le sue opere femministe, di realismo magico e di fantascienza. La sua prosa concilia l'horror-fantasy più macabro con la commedia erotica.

Fabio Visintin Fabio Visintin nasce a Venezia nel 1957, città nella quale risiede e lavora come autore e illustratore. Esordisce con i fumetti pubblicando su «Linus», «Tempi Supplementari», «Frigidaire» e realizzando libri per l'editore Ottaviano. Il successo di alcuni personaggi da lui creati (I Cuccioli, recentemente riediti in volume) lo porta a lavorare continuativamente per il «Corriere dei Piccoli». Come illustratore collabora con editori e agenzie sia in Italia che all'estero. Per Marsilio realizza molte delle copertine della collana «Farfalle».

Mi sono molto divertita a leggere questo libro perchè ho ritrovato la commedia dell'arte, che adoro, e Venezia.
Pungente lei, bravissimo lui. Un sodalizio che travalica il tempo e lo spazio.
Da leggere e guardare, con ironia.

venerdì 10 settembre 2010

In viaggio



Domani vi parlo di Caterina Percoto e della sua maestria nello scrivere.
Ma oggi vi narro le vicissitudini di tre impavide viaggiatrici sulle autostrade italiane.
Siamo partite nel primissimo pomeriggio, mangiando poco o nulla, per essere a Mantova in tempo.
Ieri si parlava di Caterina Percoto e soprattutto si ascoltava la voce di Antonia Arslan e Nicoletta Maragno, nessuna di noi avrebbe perso questa opportunità per un piatto di pasta.
Tutto bene fino a Verona, come al solito i camion tendono a buttarsi nella corsia di sinistra per sorpassare senza curarsi delle povere auto e delle loro atterrite occupanti, ma fin qui nulla di strano.
Si chiacchiera, si parla di libri, loro scrivono, io guido, poi arriviamo al bivio per Modena, ma ovviamente non può essere tutto facile tutto semplice.
Lavori in corso, sul bivio, uomini armati di corazza fosforescente e bandiera arancione intimano con gesti rituali, “rallentare, rallentare”, poi lo vedo: Homer Simpson!
Giuro uguale! Solo più rosa, lo fisso mentre mi fa cenno di andare piano e vado nella sua direzione, che non è Modena.
Cioè sbaglio.
«Nooooo!» esclamazione delle mie amiche in viaggio.
“Poco male usciamo a Verona nord e torniamo indietro” penso “tanto abbiamo il telepass!”
Già, peccato che suddetto attrezzo decida di finire la sua vita proprio durante quel tratto autostradale.
Entro spavalda, sia ringraziato il cielo, nella corsia a doppio utilizzo telepass e biglietto, ma la sbarra non si alza.
Il casellante allunga la mano, ma io più di stringerla e presentarmi non so che fare.
No panico. Sorrido e chiedo soccorso.
L’uomo, pure belloccio, e non troppo vecchio, mi guarda come fosse la sorella scema di Forrest Gump, alza gli occhi al cielo e
«Torni indietro tenendo alto il telepass» dice fissandomi con occhi di ghiaccio.
Ora, a parte che dietro avevo un tir slovacco che mi avrà maledetto da qui all’eternità in idioma a me, per fortuna, sconosciuto, non è che fare retromarcia con un braccio alzato sia proprio così agevole, specie se si guida un’auto non propria.
Arrivo in fondo e torno avanti, ma niente bip. Sbarra sempre giù.
Il casellante, che non aveva il minimo dubbio sul risultato dell’operazione, tanto da farmi credere che fosse stato solo uno spettacolino per gli operai in pausa sigaretta posti lì vicino, mi chiede:
«Dove è entrata signora?»
Rispondo per nulla imbarazzata, mentre le mie amiche preparano i soldi, però lui tecnologico e professionale mi carica l’importo sulla targa e me lo dice con sufficienza.
Lasciando trasparire quell’insofferenza mista a rassegnazione e rassicurazione, tipica degli uomini che li porta a considerare tutte le donne incapaci di guidare.
Sorriso mio a 32 denti con ammiccamento furbo (perché se le donne non sanno guidare è ben vero che sanno lusingare) e lui arrossisce, giuro, morissi adesso!
La sbarra si alza, ci giriamo e torniamo indietro e rientriamo nuovamente. Dobbiamo andare a Mantova!
La mia amica lo saluta con la mano mentre attraversiamo il casello.
In conclusione, una gran faccia tosta risolve tanti problemi!