Le cronache di Gaia

Cronache di Gaia.

Un luogo di viaggio e di passaggio, benvenuti!

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domenica 21 marzo 2021

Truthwitch - Recesione

 




Ho avuto la possibilità di leggere questo romanzo prima della sua uscita grazie all'iniziativa del profilo Instagram di Oscar Vault. Ringrazio l'editore per questa possibilità.

Truthwitch è il primo romanzo della serie The Witchland. Si tratta di un fantasy young adult frizzante, avvincente e in alcuni tratti anche originale. 

Ci troviamo in un mondo in cui vari regni hanno combattuto una sanguinaria guerra che ha prodotto risultati devastanti fino ad arrivare a una Tregua. Questa pace è arrivata a compiere vent'anni e a Venaza si ritrovano proprio i governanti delle ex fazioni in guerra per festeggiare la Tregua dei Vent'anni. Una tregua che è molto meno certa a dispetto dei festeggiamenti.

Questo però il lettore lo scopre un po' alla volta per fin dall'inizio si è coinvolti dalle roccambolesche disavventure delle protagoniste della storia Safija e Iseult. Due sorelle di Filo che condividono i rispettivi Safija è una strega della verità di nobili casali che è stata spedita lontano da casa per imparare a cavarsela da sola visto che suo zio, tutore, era più che altro un nobile alcolizzato. Iseult appartiene a una popolazione che il resto dell'impero disprezza, se n'è andata di casa e ha trovato in Safija un'amica, una sorella di Fila con la quale condividere sia maestri che avventure al limite della legalità. Sono due truffatrici esperte in cui la teatralità di Safi ben si lega con la scientifica preparazione di Iseult. 

Attraverso Iseult, la strega dei fili, capiamo che cosa siano i fili, sono le emozioni, i legami che uniscono gli esseri umani gli uni agli altri e i fili rossi sono i più forti quelli che uniscono chi si ama e i fratelli e le sorelle di filo. Questa è la componente del world building che ho trovato più originale

Un po' alla volta davanti ai nostri occhi si apre lo scenario in un mondo magico e dagli intrighi politici pericolosi degni della saga della Carey, di cui poi nei ringraziamenti ho scoperto che l'autrice è una fan.

Le protagoniste non hanno grandi ambizioni vorrebbero essere indipendenti e avere una casa, un desiderio molto semplice e invece si ritrovano loro malgrado impigliate in una rete di intrighi politici a causa del potere di Safi, che è una rarissima Strega della Verità il cui potere fa gola a molti governanti. 

Le due amiche iniziano il loro viaggio da Venza, la capitale dell'impero Dalmotti, ma è anche una città di mare dietro la cui finzione narrativa è fin troppo facile riconoscere Venezia, città che negli ultimi tempi pare andare per la maggiore nelle ambientazioni fantasy. 

Il percorso personale e narrativo delle due ragazze è diverso, ma intrecciato così strettamente da fondersi. Questa probabilmente è una componente che ho apprezzato, cominciano legate e lo rimangono per tutto il libro. L'amicizia che le unisce è il motore propulsivo di ogni loro scelta e azione. Un libro avvincente, pieno di colpi di scena e di personaggi magici e incredibili, un world building curato e realistico che mi ha catturato.

Come si conviene a ogni primo libro di una trilogia vengono messi sulla scacchiera tutti i pezzi e la partita viene lasciata in stallo in attesa di conoscere come proseguirà. Per fortuna Mondadori ha pubblicato tutti e tre i libri assieme così posso subito iniziare Windwitch e non vedo l'ora di scoprire qualcosa di più sul principe Merik e sul monaco Aeduan.

giovedì 11 febbraio 2021

Nevernight - Mai dimenticare - Commento


 

Leggere questo libro è stato più lungo di quanto pensassi. Ho sperimentato quanto sia vero che ogni libro richiede il suo momento. Dopo tre tentativi di lettura alla quarta è andata bene. 

All'inizio mi pareva un già letto, le note a piè pagina con narratore onnisciente che spiegava ogni cosa con ironia, ma sempre spiegoni di quelli tosti tanto da far richiamare alla mente Tolkien. Poi la gilda degli assassini, trita e ritrita, ma senza l'acume politico dell'assassino della Hobb o la seduzione come arma della Carey. Insomma, mi pareva un deja vu di libri letti dieci anni fa e in effetti la trama non brilla per particolare creatività, quello che mi ha convinta ad andare avanti nella lettura la quarta volta è stata la curiosità sull'evoluzione del personaggio di Mia. La protagonista è senza dubbio il punto di forza del libro, come lo è l'ironia che serpeggia nelle note a piè di pagina. Il mondo che ha creato Kristoff è intrigante e ben descritto, ci sono miriadi di dettagli che si insinuano nella storia attraverso le note del narratore che un po' spezzano il ritmo ma nello stesso tempo incuriosiscono. Quello che mi piace di questo autore è che non ha paura di far morire i personaggi né di scrivere scene di sesso aumentando quindi la parte fantasy e riducendo quella young adult. Mi è piaciuta molto anche la descrizione di Godsgrave che in alcuni suoi quartieri mi ha ricordato moltissimo Venezia e alla fine ho capito perché. Menzione speciale per Messer Cortese ed Eclissi, che ho trovato adorabili.

Nel complesso è un buon fantasy ma a fine lettura continuo a non capire il delirio che si è creato attorno a questo romanzo. Non mi è parso nulla di così avvincente, esaltante o innovativo da giustificare l'entusiasmo e il clamore che ha suscitato. 


lunedì 8 febbraio 2021

Daisy Jones and the Six - Commento

 Torno dopo alcuni anni e non potevo non farlo che con Daisy, vi pare?



Il libro con il quale ho finito il 2020 è stato unico come il 2020, ma questa volta in senso buono.

Ho colto la promozione di Audible di novembre 2020 per abbonarmi nuovamente e sto ascoltando libri stupendi.

Poi, come in questo caso, non ho potuto non acquistare il libro e l'ho anche regalato a una cara amica per il suo compleanno.

Ascoltare questo audiobook è stato fantastico. I lettori che interpretavano ogni personaggio della storia l'hanno resa ancora più intensa e meritano davvero un applauso per quanto sono stati bravi. 

Nel complesso è un bellissimo romanzo sotto forma di reportage-intervista la cui originalità è il punto forte. Ricostruisce un'atmosfera, un ambiente che ha fatto storia e aggiunge l'umanità delle persone che hanno costruito la magia di quegli anni. Ognuno dei personaggi è ben tratteggiato e appassiona il lettore, sia Karen che affronta tematiche davvero importanti, o naturalmente Billy, Camila e Daisy.
A Camila viene dato molto rilievo e credo sia giusto perché chi fa dell'arte la propria vita sa quanto siano fondamentali le persone come Camila. Averle accanto o non averle crea tutta la differenza del mondo. Quindi più che Billy e Daisy io mi sono innamorata di Camila e Simone, le due donne accanto alle rock star che sono state loro vicine nei momenti più difficili.
Un romanzo-reportage in cui ognuno dei personaggi riesce a ricavarsi il suo spazio e a mostrare con umanità le proprie ragioni e le proprie miserie. Forse il finale è un po' troppo zuccherino rispetto alla franchezza del resto del libro ma tutto sommato non mi è dispiaciuto.
Adesso spero davvero che la serie che Netflix ha in programma di dedicare a questa storia sia all'altezza del libro.
E voi l'avete letto? Che cosa ne pensate?

martedì 23 agosto 2016

La finestra sul mare - Commento

Da molto tempo non vi parlo più di libri.
Con molto piacere oggi vi  vorrei parlare del meraviglioso romanzo di Sabrina Grementieri, una scrittrice italiana davvero molto brava. La finestra sul mare è un viaggio nella bellissima terra del Salento ma anche il percorso di crescita di due persone profonde e dal vissuto complesso.




Editore: SPERLING & KUPFER
Pagine: 325
Prezzo E-Book: € 9,99
Prezzo Cartaceo: € 15,22 
Genere:  NARRATIVA MODERNA
Serie: ROMANZO CONCLUSIVO 

Sinossi:
Sono le sei del mattino quando il telefono squilla e una voce, all’altro capo dell’apparecchio, annuncia tra le lacrime la morte di nonna Adele. È il primo giorno di aprile e la vita di Viola da allora non sarà più la stessa. Nonna Adele le ha lasciato in eredità l’antica masseria di famiglia nel Salento. Dell’antico splendore però è rimasto ben poco. La facciata, un tempo bianca e ben curata, è ormai grigia e scrostata, erba e sterpaglie crescono indisturbate ovunque e la buganvillea che incorniciava rigogliosa la porta principale ha visto di certo giorni migliori. Solo il vecchio, grande ulivo al centro della corte sembra sopravvivere, imperturbabile, a quella desolazione. Viola non sa che farsene della masseria. Per di più, i ricordi racchiusi tra quelle mura sono troppo dolorosi. Non ha niente da perdere, così decide di partire. Non è certa che sia la scelta giusta. Di sicuro non è la più semplice. E qualcuno sembra non gradire il suo arrivo alla masseria. Tra distese di ulivi, mandorli, papaveri e un mare azzurro come il cielo, dopo tanti ostacoli, Viola ritroverà finalmente la perduta strada di casa e dell’amore.

Il mio commento


La finestra sul mare è in realtà una passaporta, un teletrasporto verso il Salento. Leggendolo si viene catapultati nei profumi, nei colori della Puglia. Seguiamo Viola nel suo progetto di restaurare la masseria della nonna Adele e nello stesso tempo partecipiamo al suo evolvere e maturare come donna. Il percorso è irto di ostacoli ma anche di piacevoli incontri. Primo fra tutti quello con Nico, un bambino speciale a cui ci affezioneremo tutti, poi arriverà Aris con il suo passato pesante e le catene che lo tengono all'ormeggio mentre vorrebbe veleggiare lontano.
Viola e Aris si aiutano e maturano assieme mentre l'estate avanza e ostacoli pesanti si frappongono a loro due e al recupero della masseria.
Una storia piena di luce e di sentimento che dà al lettore non solo delle ore piacevoli ma anche spunti di riflessione.
La cosa che mi ha colpito di più è stato il ritmo che il libro è riuscito a impormi, solo i grandi scrittori riescono a obbligare il lettore a seguire la loro storia con il ritmo che vogliono loro.

Complimenti all'autrice che anche in questo libro è riuscita a rendere protagonisti i valori importanti come la famiglia e gli affetti più veri.

lunedì 21 dicembre 2015

I miei sogni tra le pagine: Speciale: LETTURE UNDER 10 (Strenne per i bambini ...




I miei sogni tra le pagine: Speciale: LETTURE UNDER 10 (Strenne per i bambini ...: Cari lettori, ecco un post inusuale, dedicato ai lettori under 10, per indicarvi qualche lettura carina che abbiamo trovato in giro per i...




"Lungo il fiume con Molli" è stato recensito assieme al bel libro di Laura Castellani "Grande e Piccolo".









Grazie alle due piccole blogger che hanno aiutato la loro mamma nella recensione :)










sabato 25 gennaio 2014

Recensione a Nautilus della Rivista Fralerighe

Ciao a tutti!



Vorrei segnalarvi la recensione a Nautilus e la mia intervista pubblicata nel sito della Rivista Fralerighe.



Ringrazio di cuore Lerigo Onofrio Ligure per la splendida intervista e la recensione che mi ha lasciata senza fiato.




Spero che anche voi l'apprezzerete!

Buon sabato e buon week end!

domenica 17 febbraio 2013

Ricomincio da Irène

Ciao a tutti!

La sentite la primavera?
È lì, nascosta, come un attore dietro il sipario che attende la battuta per entrare in scena. Sarà un ingresso timido ma deciso e, alla fine, non smetteremo più di battere le mani.

Passato il carnevale, passato il meteorite, passato San Remo, ritorno con un classico.

Calvino diceva che i classici sono i libri che non finiscono mai di dire quello che hanno da dire, in questa prospettiva "La preda" è di sicuro un classico.

Sì, perché, mi spiace, hanno poco da arricciare il naso i puristi, Irène Némirovsky è una scrittrice che passerà alla storia. Ha superato la negatio memoriae di Auschwitz grazie alla forza delle passioni che ha saputo narrare e, ora che i diritti d'autore sono di tutta l'umanità, è doveroso riappropriarsi delle sue storie.



La preda

La trama:

"La mia anima, come una nave nella burrasca, è trascinata verso ignoti abissi": quando Jean-Luc Daguerne scoprirà dentro di sé "quel desiderio di tenerezza, quel disperato bisogno di amore" che ha sempre negato e represso, saprà anche che non riuscirà mai a soddisfarli. Lui, che per tutta la vita non ha sognato altro se non di "afferrare il mondo a piene mani", soprattutto quello vicino al potere, e che per riuscirci ha messo incinta la figlia di un ricco banchiere, costringendo così il padre a dargliela in moglie; lui, che ha accettato di essere umiliato, di mentire, di adulare, di fare il doppio gioco, che ha inaridito il proprio cuore perché potesse affrontare senza fremere "un mondo di imbroglioni e di sgualdrine": ebbene, proprio lui si troverà di fronte all'impossibilità di farsi amare dall'unica creatura che abbia amato in vita sua, dall'unica donna nelle cui braccia abbia sentito riemergere in sé, fino a soffocarne, la sua fragilità di bambino. Allora non gli importerà più niente della sua carriera politica, né del successo tanto rabbiosamente cercato. E si chiederà che senso abbia avuto tutto quel lottare ansimante per sottrarsi a un destino di miseria, per intrufolarsi negli ambienti giusti, per avere in mano le carte vincenti. Alla fine, il patto faustiano si rivela una beffa, e il successo che, "da lontano, ha la bellezza del sogno, allorché si trasferisce su un piano di realtà appare sordido e meschino".



Il mio commento:

Irène Némirovsky in questo romanzo ci regala un personaggio indimenticabile: JeanLuc Daguerne. Per questo giovane uomo proveremo una gamma di sentimenti contrastanti, dall’affetto al disprezzo, dalla vicinanza alla pietà.
Come non riconoscersi, in questi tempi, nella voglia di riscatto di questo giovane laureato che sgomita per trovare un posto nella società parigina, post crisi del ’29?
Come non condividere la sua determinazione mentre cerca di farla pagare alla sua fidanzata che ha preferito un ricco rampollo rispetto al suo amore e alla sua devozione?
Si rabbrividisce mentre quest’anima pervasa di entusiasmo, si trasforma in un gelido calcolatore capace di mettere a repentaglio la vita della moglie e del figlio, pur di avere successo.
La caducità dei successi umani, ma anche degli affetti, l’incomprensione assoluta tra generazioni, tra classi sociali. Lo sguardo spietato e veritiero di Irène Némirovsky è come un faro che illumina la notte delle miserie umane mostrandone ogni sfaccettatura.
L’immagine del gruppo di uomini maturi che appartengono alla stessa razza e impediscono qualsiasi ingresso o modifica del sistema, a chi non appartiene alla loro cerchia, ci appare in una lucida constatazione dello stato delle cose.
La passione, le passioni sono ancora una volta i personaggi principali della sua storia e il contesto, di incredibile attualità, coinvolge fino in fondo il lettore.
L’impossibilità di amare e di smettere di amare conducono al finale, inevitabile, che ci mostra ancora una volta, come sia misurata e onesta l’autrice nei confronti del lettore, senza false speranze e senza buonismi fuori luogo, la tragedia ci aspetta all’orizzonte.

venerdì 1 febbraio 2013

Nuova recensione per Pearls



Continua lo speciale dedicato a Pearls nel blog Storie dentro storie.
Da ieri trovate l'articolata recensione di Matteo con il suo originalissimo sistema di valutazione.
Lo ringrazio ancora, per lo spazio che ha dedicato e per l'acume con cui ha sottolineato alcuni punti.
Date un'occhiata anche ai commenti, sono davvero interessanti!
Poi se volete, aggiungete il vostro :)
Buona lettura!


"Insomma, una lettura sull'importanza e il valore della comprensione, del dialogo, del confronto. che consiglio vivamente agli appassionati di mondi distopici, ma anche - e soprattutto - a chi pensa che gli italiani non sappiano scrivere di fantascienza. Dovranno ricredersi!"

lunedì 28 gennaio 2013

Aghjkenam Il segreto della città perduta

Ciao a tutti!
Torno parlandovi di un romanzo superlativo!



Autore: Fabiana Redivo
Titolo: Aghjkenam Il segreto della città perduta
Editore: Edizioni Domino


Nel cuore del continente Sofghan, una potente magia nasconde agli occhi del mondo la città di Aghjkenam, l’antica capitale dell’impero ora diviso in otto Potentati. Due Guardiani la custodiscono, eliminando coloro che tentano di violare la sacralità del luogo. Solo un eroe munito di Khatala, la spada magica, potrà vincere il sortilegio, riportando la città perduta agli antichi splendori. 
L’avventura inizia nella sperduta isola di Judac, con il ritrovamento di Khatala e dei misteriosi Libri Neri che contengono segreti magici devastanti per l’umanità. Un eroe che perde la memoria, una strega seducente, un mago ambizioso e un pirata dal passato misterioso, attraverseranno in maniera rocambolesca il continente Sofghan, combattendo uomini, streghe, mostri e demoni. Dovranno sbrigarsela tra lotte per il potere e intrighi di corte. Alla fine raggiungeranno gli eserciti schierati sotto le mura di Aghjkenam, la città perduta, per prendere parte all’epico scontro che porterà il genere umano al limite dell’autodistruzione. E allora il segreto della città perduta, diventerà l’arma vincente per l’alba di una nuova era.


Il mio commento

Ci sono libri che catturano il lettore con una storia avvincente. Ci sono libri che affascinano il lettore per lo stile di scrittura. Ci sono libri il cui messaggio tra le righe è così importante da far riflettere il lettore. Ci sono libri in cui i personaggi sono così ben caratterizzati da far sentire al lettore che potrebbero essere suoi amici. 
Ci sono libri che possiedono tutte queste caratteristiche; come Aghjkenam. 
Il segreto della città perduta è un fantasy intriso di magia e bellezza, in cui il viaggio della compagnia per trovare la città perduta è anche il viaggio attraverso un continente lussureggiante e i pensieri delle persone che perseguono la meta. 
Fabiana Redivo riesce a creare una trama accattivante non priva di colpi di scena e di azione. Ma il punto di forza sono i personaggi così definiti nella psicologia e così reali da poterli riconoscere per strada. Ricchi di umanità, miseria, ironia e ambizione. 
Le streghe, gli Asura, i personaggi leggendari, il signore dei sogni, Hundorka, un romanzo corale in cui solo apparentemente il paladino è un guerriero, più ci si addentra nella narrazione, più si scopre che tutto è collegato, come la trama che tesse instancabile la Tessitrice. Le razze sono una sola, la razza umana, come dice un personaggio minore, poi siamo diversi e questa diversità rende migliore il mondo. 
Un libro che consiglio assolutamente a tutti, amanti del fantasy e meno, perché scritto benissimo e ricco di spunti di riflessione sull’animo umano.


Il personaggio che più ho amato: Shrijoth
Il personaggio che più ho odiato: Ghomata

lunedì 24 settembre 2012

Un commento a Esedion davvero speciale

Quando meno te l'aspetti accade qualcosa di imprevisto.
Come il commento di Nadia Semeja a Esedion.
Ancora una volta devo constatare come un romanzo non sia dell'autore ma dei lettori, ognuno di loro trova aspetti originali che sottolinea e fa propri. Mi è capitato spesso confrontandomi con altri lettori di notare parole, frasi che ad altri sfuggivano. Ognuno di noi leggendo cerca la storia ma trova se stesso. 
Nadia scrive poesie. Pensieri taglienti come lame che ti affettano dentro e ti colpiscono come frecce. Ragionando avrei dovuto sapere che sarebbe andata dritta al nocciolo di Esedion, ma non sapendo nemmeno che lo stava leggendo è stata una bellissima sorpresa.

Vi lascio al commento e non aggiungo altro di mio, se non buona settimana!


"



 In qualunque paese del mondo, su qualunque pianeta abitato in questa o altra dimensione, con qualunque tipo di governo, sia repubblicano che dittatoriale, ha origine, cresce e distrugge, sempre un unico frutto velenoso: la smania di potere.
Questo è ciò che traspare fin dai primi capitoli del romanzo “Esedion” della scrittrice Claudia Tonin. In teoria dovrebbe essere collocato nel genere fantastico ma a lettura finita si ha la sensazione che, in realtà, potrebbe benissimo essere riportato ai giorni nostri e alla nostra realtà. La narrazione è sciolta, scorrevole e la storia è ben costruita con ricchezza di particolari. Il ritmo vivace induce a una lettura veloce per scoprire capitolo, dopo capitolo il seguito delle avventure dei due giovani terrestri Sofia ed Alex capitati quasi per caso (o forse “gentilmente” catturati) nel regno parallelo di Estreira di cui sarà giocoforza condividerne le complicate vicende politiche.
Si parlerà di “porte spazio temporali”, di strumenti sofisticatissimi che permettono il controllo del tempo, di trasporto telecinetico, di capacità estreme di telepatia ma, in definitiva, per quanti di noi, al giorno di oggi, tutto ciò ha ancora il sapore di cose fantascientifiche? E che novità, purtroppo, sono gli intrallazzi, i disonesti giochi politici, le guerre con distruzioni e morti innocenti soltanto per accaparrarsi una ulteriore fetta di potere? Così, dunque, l’autrice ottiene immediatamente di far sentire nostro il racconto con il risultato di farci sentire noi stessi gli interpreti principali.
“Esedion” è, quindi, un libro di facile lettura, quasi una fiaba per tutti perché nei giovanissimi stimola la curiosità e il gusto dell’avventura e nei più maturi fa rinascere la speranza che, malgrado le brutture di questa nostra società, ci sarà sempre qualcuno che avrà il coraggio di combatterle e se saranno richiesti anche inevitabili sacrifici, alla fine, unendo tutte le forze di chi crede ancora nel bene e nell’onestà, il male sarà sconfitto. 

venerdì 3 agosto 2012

Muses di Francesco Falconi, commento


Ciao a tutti!
passato una bella settimana?
Spero proprio di sì!
Vi auguro un ottimo week end e vi suggerisco un libro che ho appena finito di leggere:
Muses di Francesco Falconi


«Un libro appassionante, ricco di colpi di scena, che tiene incollati alle pagine e con una protagonista indimenticabile».
Licia Troisi

Quando scappa da Roma  diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa  notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l’eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia.
Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte.
Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro.
La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme.
Ma un dono così può scatenare l’inferno.
E sta per accadere.
Copertina:  Ibrahim Tamyüksel, Rielaborazione grafica di Davide Nadalin
Editore:  Editore (collana Chrysalide),  15 Maggio 2012, 492 pag.


Il mio commento:

W gli Eclettici

Alice De Angelis ha vent’anni, un passato di oscurità alle spalle e la voglia di cambiare e ricominciare una nuova vita.
La musica e il canto sono la sua passione, l’unico momento in cui si può estraniare dalla triste realtà in cui vive. Un grave incidente stradale cambia la sua vita mettendo in moto una serie di avvenimenti che la porteranno a Londra a conoscere la sua vera famiglia e a scoprire che lei è la Musa della Musica.
Non sarà semplice comprendere la responsabilità che questo comporta, né capire che esistono gli Eclettici, uomini ancora sensibili all’arte e che si lasciano ispirare da essa, né che le Muse sono combattute dai Pragmatici, uomini che reputano l’arte e la conoscenza un pericolo per i loro interessi economici.
Il romanzo è scritto molto bene, la trama è originale e credibile. I dettagli sono curati e niente è lasciato al caso, c’è un lavoro di ricerca alla base molto accurato.
Le descrizioni dei luoghi e degli ambienti sono dettagliati e al lettore pare di essere presente in ogni situazione accanto ad Alice.
Ma è proprio Alice il pezzo forte del libro. Una ragazza che conosciamo attraverso dei flash back, che io ho apprezzato moltissimo, e che mostrano al lettore la complicata psicologia di una giovane la cui vita non è stata per niente semplice. È così reale e vera nei dialoghi e nelle sue scelte da farmi pensare che potrei incontrarla in carne e ossa.
Anche i personaggi che le ruotano attorno sono credibili, a cominciare da Lourdes, uno dei miei personaggi preferiti assieme a Patricia. Ray e Ian hanno ruoli diversi, ma l’autore è così bravo a mostrarceli attraverso gli occhi di Alice da farceli piacere entrambi.
Persino un personaggio difficile come Dolores appare reale e veritiero nelle sue idee contrastanti.
Muses è un romanzo originale, scritto magnificamente che tiene il lettore incollato alle pagine, lo fa sobbalzare con  colpi di scena degni di un thriller e lo travolge in un finale inaspettato.
All’interno della storia ci sono anche messaggi molto importanti, primo fra tutti l’inno all’arte e all’importanza per gli uomini di questo aspetto fondamentale per la loro crescita e per lo sviluppo di se stessi.  Le figure degli Eclettici mi hanno colpita, sono uomini sensibili  all’arte e sono sempre meno, mentre Pragmatici sono in aumento, c’è di che pensare, proprio in un momento come quello in cui stiamo vivendo.
In conclusione vorrei fare una piccola citazione dal romanzo:
“Vogliamo solo un mondo migliore in cui l’arte sia di nuovo sovrana dell’animo umano!”
Sono proprio contenta di aver letto questo libro e lo consiglio di cuore a tutti, perché c’è bisogno di sogno, di arte e di bellezza.


C'è un progetto molto interessante legato al romanzo che voglio segnalare:


Netface
1. Per partecipare a Netface bisogna scrivere un racconto ispirato al mondo di Muses creato da Francesco Falconi (spin-o
ff, fan fiction) di massimo 5000 battute spazi compresi. Il testo, su file word .doc, dovrà essere caricato sul gruppo Netface (http://www.facebook.com/groups/netface.muses/). Ogni partecipante può condividere il proprio racconto, in modo da mettersi in gioco e affrontare anche il “giudizio” di altri utenti e amici che potranno indicare con un like se il testo sarà di loro gradimento.
2. Ogni partecipante potrà inviare al massimo 1 racconto
3. L’iniziativa sarà attiva dal 20 luglio e scadrà il 1 ottobre
4. Una giuria di qualità, composta da Francesco Gungui (editor Mondadori), Fiammetta Giorgi (Responsabile Redazione Ragazzi) e l’autore Francesco Falconi, valuteranno i testi e proclameranno il racconto migliore che verrà annunciato dall’autore stesso durante la manifestazione Lucca Comics&Games 2012
5. A titolo di riconoscimento del merito, il racconto giudicato migliore verrà pubblicato – a titolo gratuito – all’interno del romanzo Muses 2, in uscita a primavera 2013.





martedì 24 luglio 2012

La Rosa e il Pugnale di M.P. Black - Commento

Ciao a tutti e buona settimana!
Parliamo di libri anche oggi (vi avevo avvisati che ne avevo letti di belli in vacanza ^^) questo, in particolare, mi è piaciuto moltissimo, infatti l'ho letto ben due volte!

M.P. Black
La Rosa e il Pugnale
Edizioni Domino

Amélie Morel è una brillante studentessa di architettura e vive a Parigi.
Con un gruppo di compagni, e sotto la guida dell’affascinante professor Claude Rolland, partirà per Carcassonne, patria dei Catari, con lo scopo di effettuare uno studio sulla cittadella restaurata.
Amèlie è entusiasta, ma ancora non sa che al suo gruppo se ne unirà un altro, proveniente all’Università di Grenoble, e che uno degli studenti selezionati altri non è che Louis, il suo ex ragazzo.
Fortunatamente, Amélie farà subito la conoscenza del bello e misterioso Jean, che rapirà il suo cuore. A Carcassonne, però, ritorneranno a galla gli incubi del suo passato e lei si vedrà costretta ad accettare il suo destino: quello cioè di comunicare con gli spettri per aiutarli a raggiungere la Luce. Nel vetusto albergo in cui alloggia, Amèlie verrà tormentata dal fantasma di un uomo che non le dà tregua, ma molti altri spettri inizieranno ad apparirle, con il loro aspetto orribile e le continue invocazioni di aiuto.
Amèlie, disperata, cercherà conforto tra le rassicuranti braccia di Jean, ma dovrà vedersela anche con Louis, sempre più geloso del loro rapporto, e finirà coinvolta in un complicato triangolo amoroso.
Con l’aiuto della sua carissima amica Fleur, tenterà di capire come aiutare lo spettro che la tormenta, e anche di trovare un significato alla presenza, nell’albergo, di innumerevoli quadri raffiguranti una rosa trafitta da un pugnale.
Giorno dopo giorno verrà a galla una verità sconvolgente, legata anche ai Catari e al loro leggendario tesoro, e che condurrà Amélie al confine tra la vita e la morte.




Amélie Morel è una studentessa di architettura e frequenta l’università di Parigi.
Il suo professore, Claude Rolland, organizza una visita alla città di Carcassonne per studiare il restauro della cittadella a cui prende parte anche una sua collega dell’università di Grenoble e alcuni suoi studenti. Saranno venti in tutti. Amélie parte con la sua amica inseparabile e compagna di studi Fleur, ma anche con Louis, il suo ex lasciato perché la soffocava. Tra gli studenti c’è anche un Jean, bello e simpatico che pare proprio avere un debole per lei.
Carcassonne è una cittadina suggestiva, ma l’albergo dove sono alloggiati è gestito da un losco figuro e nelle varie stanze si trova sempre la stessa immagine, riprodotta in più quadri: una rosa trafitta da un pugnale.
Durante il viaggio riaffiora l’antico dono di Amélie di vedere e parlare con i fantasmi. Ne sarà devastata e, nonostante la vicinanza di Fleur e Louis, dovrà vedersela da sola. La scelta di come comportarsi è sola sua. Come la scelta tra Louis e Jean.

Il nuovo romanzo di M.P. Black è una bella sorpresa, l’autrice lascia il fantasy per darsi al romance con una strizzata d’occhio al paranormale. Sono convinta che sia il migliore romanzo che questa autrice abbia scritto finora.
Ho avuto la fortuna di leggerlo in anteprima e ne sono rimasta affascinata. L’ambientazione curata, i dialoghi serrati, i personaggi convincenti e affascinati, la storia, non solo credibile, ma anche originale, mi hanno tenuta incollata alle pagine sino alla fine.
La protagonista è una ragazza che scopre se stessa e l’autrice è bravissima nel descriverne le ansie e l’evoluzione psicologica.
Non manca nemmeno il colpo di scena finale che svela il titolo e di cui ovviamente mi guarderò bene dal raccontarvi.
I fantasmi non sono stucchevoli immagini, come quelle degli sceneggiati che ormai ci siamo abituati a vedere, ma hanno l’odore della morte e il desiderio per la vita. Leggendo la storia del povero Visconte tifiamo per lui e ci affezioniamo a questo infelice spettro, di cui però sentiamo anche la puzza!
La copertina, magistralmente disegnata da Francesca Resta, ben interpreta il buio e l’oscuro che in questo romanzo d’amore sono importanti tanto quanto i sentimenti.
Un libro perfetto per una lettura leggera perché è intrattenimento di qualità che lascia al lettore un buon sapore in bocca.
So che conoscendo l’autrice penserete che sono di parte, ma non è così, il libro è scritto bene e se lo leggerete sono certa che ne sarete entusiasti esattamente come ne sono io.

mercoledì 18 luglio 2012

Myrddin di Avalon

Archiviate le ferie, passato il compleanno, sono quasi pronta per tornare operativa.
Parliamo di libri.




Myrddin di Avalon (unlimited)


La dottoressa Eveline Morvilian compie un viaggio nel tempo non autorizzato, tramite una tecnologia ancora sperimentale, per svelare la storicità della materia bretone. Ignote sono le conseguenze, e il professor Liam Salger viene chiamato dall’Avalon per un viaggio di recupero. 
In un passato oscuro, Liam potrà avvalersi solo della sua conoscenza, scoprendo come spesso le leggende hanno basi solide di verità, e la magia sia più reale di quanto non sia disposto ad ammettere. 


Myrddin di Avalon è un racconto lungo, romanzo breve scritto da Maurizio Vicedomini.
Giovane talentuoso di cui avevo apprezzato interventi intelligenti in discussioni sul web, ma di cui non avevo mai letto nulla.
Nel mio commento anobiano l'ho definito "sorprendente". 
A distanza di giorni dalla fine della lettura ritengo che la definizione sia perfetta.
Onor del vero, il mitico Tanabrus, con la consueta perizia l'aveva già segnalato, e quindi andavo sul sicuro, è stato comunque bello lasciarsi sorprendere da una narrazione pulita, precisa e dotata di una marcia in più.
La storia del ciclo arturiano è vista da una prospettiva fantascientifica che mi ha lasciata entusiasta. Le trovate tecnologiche sono ben ponderate ed equilibrate, le descrizioni ci sono senza appesantire troppo il testo.
Seppur nella brevità, l'autore è riuscito a delineare bene i personaggi e a scrivere dialoghi credibili.
A conferma, ancora una volta, che non sono necessarie sette, ottocento pagine di spiegazioni varie per scrivere  una storia esauriente. Certo, la precisione nella sintesi richiede bravura e Maurizio Vicedomini ce l'ha senza dubbio. 
Sarò molto felice di leggere, presto spero, sue nuove storie, perché di talento ne ha molto e sarebbe un peccato se non continuasse nella scrittura.

mercoledì 23 maggio 2012

Segnalazioni

Ciao a tutti!
Per cominciare, se non l'avete già visto, dovete assolutamente giocare con il doodle di google di oggi, troppo divertente. Gli informatici di Google sono dei geni! Per il 78mo anniversario della nascita di Robert Moog ha ricreato un sintetizzatore funzionante! https://www.google.it/webhp?hl=it&tab=ww&authuser=0

Con incredibile ritardo vorrei ringraziare Gabriele Ninci che nel suo blog ha riportato un commento articolato e molto interessante sul mio romanzo. Magari, se non avete letto il libro, state attenti perché c'è  qualche spoiler.
Sono delle grandi soddisfazioni quando i lettori leggono e sollevano dubbi, vuol dire che chi ha scritto, ha saputo interessarli.


Colgo l'occasione per dire che la pubblicazione del seguito di Esedion subirà dei ritardi.
Non so ancora dirvi quando uscirà. 
Invece posso dirvi che credo di aver fatto un lavoro migliore, rispetto al primo, e che la scrittura definitiva del terzo prosegue, lenta, ma inesorabile.




http://www.fondazionefrancescofabbri.it/piattaforme-culturali/premio-francesco-fabbri/


Ultima segnalazione, così scoprite anche che faccio nel mio inesistente tempo libero, vorrei segnalarvi questo bando per appassionati di fotografia.


L’idea che sottende al Premio Francesco Fabbri è una visione dell’arte che si muove attraverso una pluralità di linguaggi che seguono direttrici ibride. La società di internet e della comunicazione su scala globale crea ingenti flussi di informazione e una grande circolazione della cultura visuale. Non possiamo analizzare il presente secondo una lente locale, ma ambire a cogliere le tendenze di una contemporaneità che non conosce barriere.


Qui trovate il bando.
So che i frequentatori di questo blog sono più che altro lettori, ma magari avete amici interessati a questa espressione artistica, quindi condividete! Grazie!

sabato 12 maggio 2012

Il canto della rivolta - Commento


Il canto della rivolta


Posso dire senza alcun dubbio che Hunger Games è una delle saghe più belle che abbia mai letto.
Suzanne Collins ha tutta la mia stima, come narratrice e come persona, per avere costruito una storia dai risvolti reali e drammatici. Ha lanciato un messaggio forte e coraggioso ai ragazzi, ma probabilmente i più colpiti dalle sue storie sono gli adulti, che ne comprendono appieno le sottigliezze.

Il mio commento, con SPOILER ENORMI, che invito a non leggere, se non dopo la fine della lettura del libro.
Perché questo è un libro che dovete leggere, assolutamente!
Visto che ci siete andate pure al cinema perché il fim merita sul serio!
Buoni Hunger Games a tutti!


Commento

L’ultimo capitolo della saga degli Hunger Games si apre in un Distretto 12 incenerito dalle bombe di Capitol City.
Katniss è stata salvata dai ribelli e portata nel Distretto 13  dove ritrova la sua famiglia e si riprende dai giochi della Memoria. Il pensiero fisso sulla sorte di Peeta non è lenito nemmeno dalla presenza di Gale.
La presidente Coin del Distretto 13 vuole che lei sia la Ghiandaia Imitatrice, l’icona della rivolta che solleverà i distretti. Katniss ha i postumi del trauma cranico, un enorme senso di colpa per la morte delle centinaia di persone che popolavano il Distretto 12 e anche per avere lasciato Peeta.
In questo romanzo assistiamo alla crescita della protagonista che comprende pienamente la crudeltà della guerra e si trova spesso a non condividere le scelte crudeli della rivoluzione.
Quello che fanno a Peeta poi la sconvolge e la fa sentire ancora più in colpa.
Gale porta alle estreme conseguenze i suoi discorsi di ribellione e diviene anche lui, come spesso accade, da perseguitato a persecutore, lasciandosi cambiare dalla guerra.
Se devo essere sincera il Distretto 13 mi ha spaventata tanto quanto Capitol City, soprattutto quando dimostra delle rigidità disumane nei confronti dei preparatori.
Peeta resta il mio personaggio preferito, nonostante il depistaggio, una tortura psicologica e farmacologica che gli fa credere di odiare Katniss, lotta per non farsi cambiare. La sua indole resta fedele a se stessa, come quella di Annie e Finnick, nonostante tutto quello che possono avergli fatto, c’è chi ha la forza per non farsi cambiare, per capire il limite etico invalicabile. 
La presenza di questi personaggi è un punto che voglio sottolineare per la speranza che queste figure portano all’interno della storia.
Possiamo comprendere Gale, Haymitch, la stessa Katniss per la loro rabbia e per la violenza, ma sono altri gli eroi. 
Alla fine anche Katniss lo capisce.
Chi sceglierà tra i due? (Non sto parlando di Gale e Peeta)
La protagonista alla fine dovrà scegliere da quale parte stare e sceglie di stare dalla propria.
Il finale mi ha spiazzata completamente. La morte di molti personaggi, i bambini, i bombardamenti ma soprattutto la morte di Prim chiudono un cerchio di violenza. 
Mentre con il presidente Snow era riuscita a salvare la sorella con la presidente Coin non può riuscirci. Non riesce a immolarsi come tributo. I nuovi Hunger Games, che mostrano tra i vincitori di che pasta sono fatti, con il colpo di scena finale davvero sorprendente.
Alla fine però non sarà Katniss a scegliere tra Gale e Peeta "quello che tornerà più utile alla sua famiglia", come sosteneva Gale. Inevitabile che sia così, giusto se vogliamo. L’espiazione della colpa di Gale nel Distretto 2, che ha tentato di annientare, mostrano che anche lui è cresciuto e ha compreso. Quando verrà il momento Katniss riuscirà a capire chi ama e perché la scelta non può che essere quella. 
Ma solo perché Gale si allontana e Peeta insiste per portarla di nuovo verso la vita, come aveva già fatto.
Un finale amaro ma di speranza, con la vita che, nonostante tutto, continua.

mercoledì 2 maggio 2012

Marina di Carlos Ruiz Zafòn commento


Ciao a tutti!
Le mie brevi vacanze romane sono terminate, nel viaggio ho finito di leggere un libro che mi ha sorpresa

 


Il mio rapporto con Carlos Ruiz Zafòn è di amore-odio. 
Dopo la folgorazione de “L’ombra del vento”, mi ero tuffata ne “Il gioco dell’angelo” con il più grande entusiasmo, restandone delusa.
Marina me l’hanno regalato e l’ho tenuto per un po’, in attesa indecisa. Alla fine, spinta da commenti entusiasti di un amico (sempre siano lodati gli amici lettori severi) l’ho iniziato.
L’ho letto con calma, scendendo nelle sfumature gotiche del racconto e nei chiaro scuri della storia d’amore. Zafòn è magistrale nelle descrizioni, mostra al lettore non solo i sentimenti dei personaggi ma anche il mondo che li circonda. La visione delle figure spettrali appese nella serra, il mare della gita invernale, il collegio, il teatro. Sono stata catturata da quelle atmosfere, in cui l’ambiente è cassa di risonanza della musica che i personaggi suonano nei passaggi del racconto.
Marina è senza alcun dubbio una figura di donna eccezionale. Un carattere e una forza che affascinano come lo stesso Kolvenich.
Ritorna la storia nella storia, tanto cara al narratore spagnolo, un’altra storia d’amore infelice che fa da sfondo a quella principale.
Il fuoco purifica, il fuoco distrugge, c’è un po’ una fissa in questo autore, come pure per il volto deturpato e l’apoteosi delle deformità.
Se mi è permessa una strizzata d’occhio è per Maria Shelley: la madre di Frankestein ne diviene la figlia. 
Una sottile ironia dell’autore probabilmente. 

“Il territorio degli esseri umani è la vita[…] La morte non ci appartiene” con questa frase, non a caso, fatta pronunciare al dottor Shelley, si mette fine al fantastico e si piomba nella dura realtà.
In tutto il libro vi è una parte irreale, fantastica, horror, sottolineata dalla presenza costante delle candele, della nebbia e da una certa avversione verso la modernità. L’atmosfera è uno dei cardini del romanzo, tanto che a volte si stenta a capire di essere a fine anni settanta.  
“Del resto che razza di scienza è quella che porta un uomo sulla Luna ma non è in grado di garantire un pezzo di pane a tutti gli esseri umani?”
“Forse il problema non sta nella scienza, ma in chi decide che uso farne” suggerii.
Ma nello stesso tempo Kolvenich è un personaggio fantascientifico che crede nell'uomo e di cambiare le ingiustizie della natura
Un romanzo che consiglio per gli spunti di riflessione e il piacere della lettura. Ci sono delle frasi stupende, non le riporto altrimenti dovrei ricopiare mezzo libro…

Solo un particolare mi ha lasciata perplessa.
Il gatto che all’inizio della storia era stato il preludio a tutto quello che segue, nel finale sparisce o, meglio, non riappare. Si chiama Kafka e non credo che Zafòn l’abbia chiamato così a caso…


Per finire, ma riguarda marginalmente il libro, ho iniziato una seria ricerca.
Visto che lo studio del medico, il dr. Shelley, era vicino alla statua di un drago mi sono incuriosita e così ho scoperto che a Barcellona ci sono quasi 400 rappresentazioni pittoriche e scultoree di draghi. Ne sono rimasta impressionata. 
Sebbene tutte le città portuali siano ossessionate dagli incendi e il drago ne sia la massima rappresentazione per il suo essere sputafuoco, senza dimenticare che i draghi escono sempre dall'acqua, mi è parso veramente interessante questa presenza massiccia dell'essere leggendario in una terra molto cristiana. 

Indagherò.