Le cronache di Gaia

Cronache di Gaia.

Un luogo di viaggio e di passaggio, benvenuti!

lunedì 20 febbraio 2012

Alex vs Erik

Buona settimana a tutti!
Domani è martedì grasso e per tutta Italia (Esclusi i e fortunati del carnevale ambrosiano) termina il Carnevale!
Dunque concediamoci qualche scherzo e ridiamo!
Io oggi ho riso moltissimo leggendo un commento a Esedion, anzi il commento del commento.
Parrebbe che Alex non riscuota grande successo tra le lettrici, anzi, in molte mi scrivono che preferiscono di gran lunga la coppia Erik-Sofia che Alex-Sofia. 
Oggi è avvenuto un fatto unico.
Una lettrice mi dice che eliminerebbe proprio Sofia, Alex ed Erik vanno benissimo, è lei che non va bene, servono delle donne più degne per loro due.
Io rido, perché avendo già scritto la seconda e anche la terza parte della saga so esattamente che ne sarà di loro tre (muahahahah cattivissima)






(Lo so l'immagine non è molto attinente ma mi faceva troppo ridere!)


Con l'occasione metto alcune foto dei personaggi


Alex



Sofia






Erik 
(non me lo immagino proprio così, 
ma sul fatto che sia un principe nessuno può dubitarne!)







venerdì 17 febbraio 2012

FitzChevalier Lungavista


Ciao a tutti!
Spero abbiate passato bene la settimana e che il week end "grasso" che ci attende sia pieno di allegria ^_^

Ho letto Robin Hobb, le due trilogie che parlano di FizChevalier e le ho trovate di altissimo livello, tra i migliori libri mai letti!
Andiamo per ordine.

La trilogia dei Lungavista è composta da:
L'apprendista assassino;
L'assassino di corte;
Il viaggio dell'assassino.
L'inizio della storia di Fitz Chevalier,  in cui diventa l'assassino del re, aiuta suo zio Veritas a sconfiggere le Navi Rosse e le trame ordite dall'altro suo zio Regal.

Poi c'è la saga dell'uomo ambrato composta da:
Il risveglio dell'assassino;
La furia dell'assassino;
Il destino dell'assassino;
Dopo quindici anni, dagli eventi della saga precedente, ritroviamo FitzChevalier di nuovo pronto a proteggere il trono dei Lungavista da nuovi e vecchi nemici.




Ognuno dei sei libri meriterebbe un commento a sé ma, per motivi di tempo e di nostalgia (mi manca già da morire la lettura di questi libri!), faccio un unico commento-riflessione.

Mappa Realm of the Elderlings

La terra dei Sei Ducati è sorta dalla fusione del mondo aggressivo dei pirati delle isole con quello dei contadini dell’entroterra.
Sul trono dei Lungavista siede re Sagace e suo figlio Chevalier è re-in-attesa. Lui ha la magia dell’Arte, l’istruzione politica, la fermezza morale e l’arguzia che gli permetterà di essere un grande sovrano.
Una notte d’inverno, dentro la cittadella fortificata, ultimo baluardo prima del regno delle montagne, luogo in cui Chevalier si è trattenuto a lungo per portare a termine una trattativa di pace e futura alleanza, viene lasciato un “ragazzo”.
È il bastardo di Chevalier. Viene affidato a Burrich “l’uomo di Chevalier”.
Questo bambino con la sua esistenza stravolgerà il mondo dei Sei Ducati, mettendo in moto una serie di eventi correlati tra loro e scaturiti alla scoperta della sua nascita.
Primo passo: Chevalier abdica a favore del fratello Veritas. “Ragazzo” sarà allevato da Burrich senza conoscere suo padre.
Conoscerà invece suo nonno, re Sagace, il consigliere del re e assassino che diverrà il suo maestro, Umbra, il giullare di corte, il Matto, dama Pazienza, suo zio Regal e il maestro dell’arte Gallen.
Fitz è speciale, sia per il dono della magia dell’arte sia perché cerca le bestie: possiede lo Spirito. Impara a uccidere da Umbra e diventa un esperto dello spiare e servire il sovrano.
Una delle saghe più belle che abbia mai letto.
Ho seguito Fitz attraverso la prima trilogia, quella che lo porta dai cinque ai venti anni, affascinata dal mondo irreale, ma così concreto, che Robin Hobb ha creato.
Ritrovare tutti i meravigliosi compagni di Fitz nella seconda trilogia, quella che vede la sua storia dopo quindici anni, cioè quando è un uomo di trentacinque, è stato stupendo.
Ognuno dei personaggi meriterebbe un trattato, dalla personalità complessa e affascinante di Umbra alla multicolore figura del Matto, il mio personaggio preferito, dopo Fitz. per non parlare di Occhi-di-notte...
Le descrizioni delle usanze, i meravigliosi interludi che introducono i capitoli, i paesaggi variegati, i grovigli dell’animo umano rendono questa saga una perla di rara bellezza.
I due finali delle trilogie sono veramente molto lontani uno dall'altro, come possono esserlo solo le idee di un uomo di venti e quelle di uno di quaranta.
Anche di questa abissale differenza devo rendere merito all'autrice.
Non finirò mai di ringraziare il traz per il suo consiglio!
Grazie a lui ho un'altra donna da ammirare.


Precisazione e integrazione ordine volumi



Grazie ad Antebar(Barbara), che è intervenuta nei commenti, spiegando l'ordine corretto di lettura della saga.
Dunque devo rettificare quanto scritto sopra e riporto per maggior chiarezza proprio l'intervento di Barbara


"Per deformazione professionale, però, devo cogliere ogni occasione per ribadire che è importantissimo leggere le quattro serie degli Elderlings (Lungavista, Borgomago, Uomo Ambrato e Cronache delle Giungle della Pioggia) nel giusto ordine. Saltare Borgomago è un errore madornale indotto dalle scriteriate scelte editoriali della Fanucci... passando subito all'Uomo Ambrato non solo ci si spoilera buona parte della serie di Borgomago, ma non si riescono a comprendere passaggi fondamentali della trilogia del Matto (per dirne una, personaggi come Tintaglia sembrano saltar fuori dal cilindro e invece...!)
È un'unica grande storia e, come tale, va letta nell'ordine pensato dall'autrice. Solo così si possono apprezzare a pieno questi straordinari romanzi."

Dunque prima di leggere Il risveglio dell'assassino sarebbe cosa buona e giusta avere letto i volumi della serie de I mercanti di Borgomago e visto che ci sono è meglio ricordarli:
La nave della magia;
La nave in fuga;
La nave dei pirati;
La nave della pazzia;
La nave del destino.

Avendo già letto la saga dell'uomo ambrato per me è tardi per leggerli nell'ordine corretto, ma è bene farlo sapere a chi non ha ancora iniziato la lettura. Di questo ringrazio Barbara per il suo intervento.
Io avevo già in mente di leggere altri libri di Robin Hobb e a questo punto non ho più scelta^^






domenica 12 febbraio 2012

Il segreto di Luca

Il segreto di Luca è un romanzo di Ignazio Silone.

Il segreto di Luca


"Un «bellissimo nodo d’amore»: così Geno Pampaloni ha definito questo romanzo ambientato, come già Fontamara, nel mondo contadino. Luca Sabatini è un innocente condannato all’ergastolo per omicidio; quando il vero colpevole viene scoperto, fa ritorno al suo paese, dopo aver scontato ingiustamente vari anni di carcere. Nonostante la sua provata innocenza, la comunità isola il protagonista per le presunte sciagure che sono scaturite per tutti dall’infausta vicenda. Luca subisce così una seconda condanna, dopo quella del tribunale, che sopporta anche grazie al segreto sentimento d’amore, irrealizzabile quanto insopprimibile, che porta dentro di sé. Presentato in forma di inchiesta retrospettiva su un errore giudiziario, Il segreto di Luca è un altissimo racconto morale che Silone ha scritto intingendo la penna nel suo intransigente senso di ricerca della giustizia.

Secondino Tranquilli (questo era il vero nome di Ignazio Silone) nasce a Pescina (Aq) il 1° Maggio 1900 e muore a in Svizzera a Ginevra il 22 agosto del 1978. Ha scritto, oltre a Fontamara (1930), anche i romanzi Un viaggio a Parigi (1934), Pane e vino (1936), Una manciata di more (1952), Il segreto di Luca (1956), L’avventura di un povero cristiano (1968); nella sua produzione non mancano inoltre i saggi, come Il Fascismo. Origini e sviluppo (1934), La scuola dei dittatori (1938), Uscita di sicurezza (1965)."


Questo libro e le margherite sono un pezzetto della mia piccola storia.


Oggi qualcuno compie gli anni, auguri!


Per tutti buonissima domenica!




mercoledì 8 febbraio 2012

Tempo da lupi e lupi che mi sottraggono tempo

Ciao a tutti!
In questi ultimi giorni come avrete visto i miei post sono stati molto sintetici.
Giornate di corsa.
Sono conscia della fortuna di abitare nell'unico luogo del nord Italia privo di neve. Il che è veramente una grande fortuna (salvo poi subire le continue lamentazioni di mio figlio, povero innocente che non conosce i contro delle nevicate massicce di questi giorni)



Ieri il satellite mostrava il mio angolo di marrone nel deserto bianco. Amici sotto la neve, coraggio!
Arriverà anche luglio!

In questi giorni mi sono immersa in varie attività e nella lettura della saga dei Lungavista di Robin Hobb.

L'assassino bastardo FitzChevalier è uno dei personaggi più incredibili di cui abbia mai letto!

Fitz Chevalier Lungavista

Lui e il suo lupo Occhidinotte vivono una simbiosi particolarissima e spero proprio di scoprire presto come finisce la loro storia. Ormai sono a metà del terzo romanzo, quando avrò finito parlerò di questa saga che mi ha sorpreso.

Passate una buona settimana, scusatemi se non vengo nei vostri bellissimi blog, ma proprio non ce la faccio ad arrivare dappertutto.





martedì 7 febbraio 2012

Libreria

Visto che ormai non so più dove mettere i libri una cara amica mi ha consigliato questo modello:



Mio marito improvvisamente ha deciso di comprarmi il Kindle!

venerdì 3 febbraio 2012

LA FINE DEL MONDO ovvero come nella primavera del 1998 siamo andate a Berlino

Scusate l'assenza, ho avuto un po' di confusione mentale e fisica.
Mi riprendo.


Domani festeggia il compleanno una cara vecchia amica, ci conosciamo dalla terza elementare ed è sempre stata lei la prima del gruppo a compiere gli anni. 
Per lei, anni che furono, avevo scritto la cronaca di una divertente avventura che ci aveva viste coinvolte.
Dopo tanti anni constato che:
1. non siamo mai andate in Scozia e in Irlanda;
2. non abbiamo perso la voglia di andarci;
3. non vorrei aver avuto nessun altro accanto a me in quel viaggio, se non lei!



Buon week end!
Siate sotto la neve alta mezzo metro, gelati dai venti gelidi o fortunati e beati con temperature medio accettabili, passate dei bei giorni!


Vi lascio un  racconto di viaggio, siate buoni, lo scrissi molto tempo fa e più per gioco che per altro.





LA FINE DEL MONDO ovvero come nella primavera del 1998 siamo andate a Berlino


“Siamo arrivate alla fine del mondo”
Pensai, scendendo dal treno e incrociando lo sguardo di Carla.
Indovinai il suo pensiero ancora prima che parlasse.
«Dove siamo finite?» chiese sconsolata.
Eravamo partite la mattina presto, da Venezia, per arrivare nel pomeriggio in mezzo al niente.
In fondo eravamo in Germania.
Finalmente la Grande Germania unita!
Ma sempre nella parte est della Germania. Dove nessuno conosceva l'inglese, dove nessuno aveva mai sentito parlare in italiano.
Ricordai perfettamente la voce di mio padre: «Ma non sai anche il tedesco?»
Macchè!
Come si può imparare il tedesco in due mesi, per di più vivendo con italiani in una gelateria!
Al massimo si imparano i gusti del gelato!
Eppure io e Carla eravamo assolutamente convinte di farcela, dovevamo solo arrivare a Non-mi-ricordo-più-come-si-chiama, dove ci aspettava Sabrina: lei sì lo sapeva il tedesco!
Era stata chiamata da una società in uno di quei progetti universitari che una volta si chiamavano Erasmus, adesso di chiamano Virgilius e che lei aveva ribattezzato Odisseus…
Arrivare a Non-mi-ricordo-più-come-si-chiama non fu semplice.
Ci sembrava che il treno, ma forse definirlo treno avrebbe offeso i vecchi locomotori delle antiche FS, ci riportasse all'indietro nel tempo più che incontro alla nostra amica.
Quando la donna controllore, che non avrebbe affatto sfigurato come controfigura dell'incredibile Hulk, scese per azionare, manualmente, lo scambio dell'unico binario ne fummo assolutamente certe: eravamo ai confini della realtà!
Un po' di ordine.
Si parte da Venezia, serene. Io non tanto, era la prima volta che prendevo l’aereo.
Il volo è tranquillo, cielo limpido, Alpi innevate, atterraggio a Francoforte.
Che bella città! Che bell'aeroporto, italiani ovunque.
Seguiamo la massa brulicante dei viaggiatori verso il Gate dell’aereo che ci avrebbe portate ad Hannover.
Aereo piccolino, hostess gentili e parlanti inglese.
Il vicino di sedile è cortese, ma parla solo tedesco. Dopo tre tentativi falliti rinuncia ad abbordare Carla e si dedica all'hostess che, per inciso, a fine volo gli da il numero di telefono…
Atterraggio strano: i tedeschi applaudono il pilota e quasi cantano inni teutonici per festeggiare la buona riuscita del volo.
Forse io e Carla non sapendo il tedesco non avevamo capito che c'erano dei problemi?
No, ci spiegherà Sabrina più tardi: "Loro fanno così!".
Usciamo dal tunnel ed entriamo nel silenzio di Hannover.
Atmosfera irreale di centinaia di persone che camminano senza proferire parola.
Molti anni dopo scendendo da un Boeing nella bellissima città di Pechino mi ricordai di Hannover perché l'accoglienza fu la stessa, salvo poi uscire ed entrare nella confusione cinese.
Dall'aeroporto si va alla stazione con un autobus, ma alla stazione nessuno sa l'inglese!
Non sappiamo quale treno prendere, finché un giovane controllore sente un tipica espressione italiana di disapprovazione e capisce: "Italia!"
"Yes!" e ci porta dall'esperto funzionario poliglotta, parlante inglese, e possiamo salire sul treno più silenzioso che abbia mai preso.
Pensandoci bene quella fu l'esperienza più terrificante che i passeggeri presenti nel nostro stesso vagone potessero mai vivere.
Io e Carla che chiacchieriamo in italiano, ovviamente, con un tono di voce italiano.
Dopo mezz'ora le dieci persone presenti se n'erano andate, rimaneva solo un ragazzino che, ne sono sicura, se avesse avuto un macchina fotografica…
L'altoparlante scandisce il nome di una città.
Bella cosa l'altoparlante in un treno! Non devi chiedere continuamente “dove siamo?”, forse è per questo che stanno tutti zitti: per ascoltare l'altoparlante …
Scendiamo ed eccoci qui: sedute sulle nostre valigie in mezzo al niente.
Manca un'ora alla coincidenza, il vento è freddissimo, e mi chiedo: da qui in poi si entra nella ex Germania Est, dobbiamo cambiare treno un'altra volta, qualcuno saprà parlare inglese?
Dopo due ore siamo ancora lì, solo il vento è cambiato, è molto più freddo, ecco arriva… ma che cos'è?
Una corriera sulle rotaie, va a gasolio, presumibilmente, dal fumo nero che la segue.
Va ai 40 all'ora!
Scende la Hulk-controllore-donna che in perfetto tedesco ci intima di salire.
Dobbiamo andare, non sappiamo bene dove, ma il suo ordine è talmente perentorio, e lì è così freddo, che saliamo senza dire nulla.
Per arrivare da Sabrina chi impieghiamo 3 ore, in cui andando a 30 all'ora impariamo molte cose sul paesaggio, sui villaggi e sulle rotaie.
Salgono e scendono ragazzini che non avevano mai sentito la nostra lingua, ci guardano semplicemente con disprezzo, i più simpatici ridono, secondo Carla ci credono immigrati turchi…
Chi noi? Impossibile. Ma… forse…
La natura è bella ci sono alti alberi, mucche che pascolano, una pianura sconfinata.
Mi mancano già le colline”.
Ogni tanto c'è un villaggio da cui scendono e salgono ragazzini o signore anziane.
"L'ho detto”, ribadisce Carla, “è un treno-corriera".
La Hulk-controllore-donna dopo due ore ormai ci sopporta, ci sorride e, dopo essere scesa ed aver manualmente girato gli scambi del binario, quando risale ride proprio: chissà che faccia dovevamo avere!
Alle otto di sera, dopo dodici ore di viaggio, arriviamo.
Sabrina si è fatta accompagnare da un amico tedesco, ci aiuta a portare le nostre valige nei lunghi due chilometri che separano la stazione dall'appartamento della nostra ospite.
Neanche l'amico di Sabrina sa l'inglese, ma lo sta studiando.
Quasi nessuno, ci spiega, conosce l'inglese perché finché era sotto l'egida dell'U.R.S.S. la Germania Est studiava il russo, che scopriamo essere facile da imparare per i tedeschi.
Arriviamo a destinazione, George impara una cosa importante sugli italiani: amano le comodità.
Nell'appartamentino in cui vive Sabrina c'è solo un letto, ma io e Carla, che dovremmo dormire sulla moquette, siamo attrezzate. Non solo il sacco a pelo, che ogni tedesco conosce, ma anche un materassino gonfiabile che lui , ridendo, si offre di gonfiare.
Il giorno dopo siamo andate a Berlino.
La capitale, la grande città per cui avevamo iniziato l’avventura.
Il viaggio questa volta fu verso il futuro.
Partiamo con la littorina-corriera in compagnia di vecchiette incuriosite, per arrivare nella Bannhof di Berlin con due punk dalla cresta verde.
Berlino è una città, e per alcuni versi anche un marziano che vi atterrasse capirebbe subito di trovarsi in un luogo che è il centro, un punto di riferimento.
Non saprei descrivere la bellezza imperiosa di questa metropoli che per tanti anni è stata punto di riferimento per una nazione così conscia della sua unità. Credo di poter capire come fosse odiato il muro.
Da brave italiane non avevamo prenotato alcun albergo. Non avendo un tour da seguire eravamo delle viaggiatrici in cerca della vera essenza di Berlino e non so se l'abbiamo colta.
Nei due giorni che seguirono Berlino fu invasa da migliaia di ospiti stranieri perché, anche se né noi né George lo sapevamo, il giorno dopo, domenica, si sarebbe svolta la Berlin Marathon. Un evento sportivo mondiale, che aveva saturato gli alberghi di tutta la città e l'avevano resa impermeabile agli stranieri.
Forse per la presenza di così tante nazionalità, forse perché non eravamo particolarmente ostili, ci siamo sentite accolte dalla Berlino mondana, dalla Berlino di inizio secolo.
“Facciamo mente locale"- tipica espressione di Sabrina- "È impossibile che non ci sia un posto per dormire in una città così grande".
Il posto c'era e costa il doppio del previsto.
L'importo preciso non lo ricordo, so che avendo previsto due notti a Berlino decidemmo di passarne una sola perché non avevamo soldi. La cifra pagata per quell’unica notte doveva essere veramente consistente, visto che l'autista polacco dell'albergo era addirittura venuto a prenderci alla stazione.
Buffo a dirsi ma la persona che mi è rimasta più impressa di tutto il viaggio è stato proprio l'autista polacco e il suo amico portiere, che soggetti!
So per certo, senza conoscere bene il tedesco e non conoscendo affatto il polacco che, se solo avessimo voluto, ci avrebbero offerto volentieri ospitalità gratuita a casa loro!
Purtroppo per loro non erano affatto i nostri tipi e non eravamo in cerca di avventure ma di Avventura… (…continua forse…)