Le cronache di Gaia

Cronache di Gaia.

Un luogo di viaggio e di passaggio, benvenuti!

giovedì 30 dicembre 2010

Buon anno!



Scusate se ve li faccio oggi ma probabilmente domani i miei auguri sarebbero così



Buon divertimento e speriamo che il 2011 ci porti tanta salute, fortuna e serenità!

Scrittrici italiane 3 - Carolina Invernizio

Nel mio penultimo post dell'anno vorrei parlare ancora di scrittura femminile.

Virginia Wolf nel 1929 in un articolo intitolato Le donne e il romanzo scriveva:

Se[...]volessimo cercare di riassumere le caratteristiche della narrativa femminile oggi, potremmo dire che è coraggiosa, che è sincera, che aderisce a quello che sentono le donne. Che non è acida. Che non insiste sulla propria femminilità. Allo stesso tempo però i libri di una donna non sono scritti come li scriverebbe un uomo.

Oggi vi suggerisco Carolina Invernizio




Come al solito mi faccio aiutare da Wikipedia:

Carolina Maria Margaritta Invernizio Quinterno (Voghera, 28 marzo 1851 – Cuneo, 27 novembre 1916) è stata una scrittrice italiana, fra le più popolari di fine Ottocento ed inizio Novecento.
Dopo aver scritto per anni romanzi di appendice per il quotidiano La Gazzetta di Torino, si legò nel 1907 in esclusiva all'editore Salani per il quale scrisse, in una carriera durata quarant'anni, 123 libri, definiti romanzo storico sociale, che furono publicati in una collana a lei intitolata: "I Romanzi di Carolina Invernizio".
Molti dei suoi volumi sono stati tradotti con successo all'estero, specie in America Latina.
I suoi libri furono molto apprezzati dal pubblico e molto meno dalla critica, i suoi racconti richiamavano l'antico romanzo gotico dipinti come erano a tinte fosche: lo stesso genere oggi definito fiction e un tempo chiamato romanzo d'appendice (o feuilleton).
Trame intricate [modifica]
Tra i suoi libri Odio di araba, Anime di fango (1888), Il Bacio di una morta (1889), La Sepolta Viva (1896), che per i loro temi "gotici" e per il contenuto scabroso dei suoi soggetti letterari fu messa all'Indice dal Vaticano. Da alcuni suoi racconti Enrico Vidali trasse dei film dell'epoca del muto.
Sulla figura di Carolina Invernizio l'attore Paolo Poli ha realizzato nel 1969 un proprio spettacolo. Molti dei suoi libri sono stati adattati per il cinema anche in tempi recenti (1949, 1957, 1974).
Nel 1975 Ugo Gregoretti realizza uno sceneggiato televisivo ispirato a uno dei suoi romanzi più celebri, I ladri dell'onore, intitolato Romanzo popolare. I ladri dell'onore, con Gigi Proietti come interprete principale.
La qualità dell'attività di scrittrice della Invernizio, autrice di storie la cui ambientazione evocava appunto quella dei romanzi gotici diffusi in Gran Bretagna nella seconda metà del Settecento, è stata al centro di numerose dispute letterarie.
L'impianto narrativo era solitamente centrato su improbabili - o quantomeno non sempre verosimili - storie di amore ed odio, con situazioni talvolta al limite dell'horror; non mancavano neanche ambientazioni che in qualche modo avrebbero preceduto il genere poliziesco o, su un versante più sociale, riguardato il mondo del popolino se non addirittura - fonte di scandalo, per lei, donna borghese di buona famiglia - dell'anarchia.


Tra i suoi molti romanzi uno dei più famosi è

Il bacio di una morta



Può l'amore di un fratello salvare da un orribile destino di morte e riaccendere la speranza? Può la torbida passione per una donna spingere un marito ad angustiare oltre ogni modo la moglie fedele? E può una moglie trovare nella propria virtú la forza per sfidare il male? Ambientato in una Francia notturna, da romanzo gotico dell'orrore, e poi a Parigi, alla ricerca di avventure, il romanzo celebre di una scrittrice abilissima nell'arte dell'intreccio.

A me piace anche perchè “Il bacio di una morta” si apre con una lunga dedica al marito Marcello Quinterno, che va segnalata per la delicatezza del sentimento e per il debito di riconoscenza che l’autrice riconosce nei confronti del marito: “Se la mia vita triste, ritirata, ha un lato luminoso, è la vostra tenera e cordiale bontà per me. A voi debbo l’ispirazione di molti miei lavori; voi svegliaste in me l’idea di sollevarmi alquanto dalla mediocrità.”

E' bello pensare che due secoli fa esistevano uomini in grado di sopravvivere e andare fieri del successo delle loro donne.
C'è di che meditare!

lunedì 27 dicembre 2010

Si era alzato il vento


Ciao a tutti!
Sopravvissuti all'assalto dei panettoni e dei pandori???
Spero proprio di sì!

Visto che siamo ancora in tema di doni, ringrazio con tutto il cuore Annalisa Polucci e Marcello Loprencipe per avere scritto "Si era alzato il vento"Uno dei libri più poetici che abbia mai letto e che mi ha dato emozioni meravigliose.
Nelle dense pagine di questo romanzo si incontra la vita.
Una storia d’amore che vince il tempo e che, come un virus benevolo, avvolge tutte le persone che ne vengono a conoscenza. Olmo e Angelina si scrissero lettere che diventano il mezzo per far riflettere e sognare ancora una donna, la cui vita pare lenta e sola, un uomo dei nostri giorni, un archeologo che insieme agli scavi nella roccia sa anche scavare dentro se stesso. Ma quelle lettere toccano anche una giovane donna che non sottovaluta le coincidenze della vita. Un misterioso robivecchi che agisce e, senza saperlo, lega per sempre tutti personaggi del libro.
La storia è semplice. Un uomo, un archeologo, trovandosi solo a casa, con sua moglie e sua figlia lontane, intraprende una ricerca. Forse spinto dalla sua innata curiosità, forse per noia, decide di riconsegnare delle vecchie lettere che aveva conservato e che gli erano servite solamente per incrementare la sua collezione di francobolli, quando era un ragazzino. Così, assieme a Marco, scopriamo l’amore splendido di Olmo e Angelina, delle loro passeggiate e del profumo delle fresie. Durante la ricerca l’uomo incontra Anna, che ora vive proprio nell’appartamento della signorina Maiani, il nome scritto nelle buste delle lettere.
Tutto pare portare verso una soluzione. Ma non c’è niente da capire, c’è la vita da vivere.
Le descrizioni sono accurate e pare proprio di sentire il profumo dei fiori venduti da Angelina e di correre in bicicletta assieme a Olmo. Vi è una grande abilità narrativa e nello stesso tempo una grande capacità di introspezione.
Un romanzo che è veramente una gemma. Curatissimo, fin dalla copertina, così ricca di particolari non casuali, nelle pagine, nel contenuto. Un romanzo che mi sento di consigliare a tutti, perché le cose belle non vanno tenute nascoste, vanno condivise.

giovedì 23 dicembre 2010

Buonissimo Natale!



"Ricorda se non riesci a trovare il Natale nel tuo cuore, non potrai trovarlo sicuramente sotto un albero" (Charlotte Carpenter)

mercoledì 22 dicembre 2010

Numeri e libri


Dopo l'alfabeto dei libri, questa volta voglio provare con i numeri dei libri.
Titoli di romanzi e saggi che ho letto che iniziano con numeri dall'1 al 9, magari se me ne viene in mente uno con lo zero...

1 "Uno, nessuno, centomila" di Luigi Pirandello

2 "Due" di Irène Némirovsky ma anche le Due torri di Tolkien

3 "Tre uomini in barca" di J.K.Jerome

4 "I quattro re" di Romina Principato

5 "Il quinto giorno" di Frank Schätzing

6 "Sei personaggi in cerca d'autore" (a Pirandello piacevano i numeri ^^)

7 "Il settimo papiro" di Wilbur Smith

8 "1984" di George Orwell (Vabbè, l'otto è in mezzo, ma che volete, adoro questo libro!!!)

9 "Novecento" di Alessandro Baricco (che però ho in libreria e non ho ancora letto!)

Zero?




Mah, a parte 007, non mi viene in mente nulla, suggerimenti?

Torreditanabrus miha dato un grande aiuto!
Ecco lo zero:
"Meno di zero" di Ellis

venerdì 17 dicembre 2010

Scrittrici italiane 2- Contessa Lara

Riprendo i miei consigli per gli acquisti natalizi.
E oggi voglio suggerire un'altra scrittrice italiana di cui si sono perse le tracce:
Contessa Lara, al secolo Evelina Cattermole




La nostra cara Wikipedia ci dice di lei:

Evelina Cattermole (Firenze, 26 ottobre 1849 – Roma, 30 novembre 1896) è stata una scrittrice e poetessa italiana. Scrisse anche novelle e opere in prosa. La parte più rilevante della sua produzione è firmata con lo pseudonimo Contessa Lara.


Io aggiungo solo che la sua bellezza e la sua vita sono degne di un vero romanzo storico. I suoi amori, felici, tragici, la sua stessa morte violenta, avvenuta per mano dell'uomo con cui aveva vissuto una storia d'amore, mi hanno sempre dato l'impressione di una donna passionale rimasta prigioniera del suo tempo e dei suoi sentimenti.

Se volete altri chiarimenti potete trovarli nella pagini di Wiki, che è veramente ben fatta e di cui sospetto di conoscere l'autore ;))
Riporto solo questo giudizio perchè mi pare molto equilibrato:

La sua vita tormentata fece scalpore e destò critiche controverse mentre lei era viva e subito dopo la sua tragica morte, nuocendo alla sua memoria e gettando fino ad oggi un alone di sensazionalismo e sospetto sulle sue opere. Sono in commercio sue biografie che descrivono la vicenda in maniera più o meno obiettiva e scandalistica, perciò documentandosi sulla sua vita e sulla sua produzione è necessario fare molta attenzione alle fonti, che non sempre sono molto attendibili e neutrali.

In realtà, una delle tematiche che si ripresentano di frequente nelle sue opere poetiche è quella della famiglia, come desiderio e aspirazione di pace. Nella sua produzione è presente anche il tema della ricerca dell'amore, un amore certo fatto anche di sensualità, ma decisamente orientato ad una relazione stabile e duratura. Addirittura, in una lirica Cattermole si immagina vecchia, seduta accanto al fuoco, impegnata nelle attività tranquille e domestiche di una vita familiare condivisa con il suo uomo. Nonostante le sue molte relazioni amorose, dalla sua opera emerge che aspirava ad un rapporto sentimentale tradizionale, e alla sicurezza dell'ambiente domestico.

Un altro tema delle sue liriche è quello del desiderio di rifugiarsi lontano dal mondo e trovare la pace. A volte questa tematica si configura come una ricerca di annullamento e morte, ma più spesso si traduce con sogni di evasione dalla vita di città, per rifugiarsi in località isolate ed impervie.


Vi suggerisco le "Novelle toscane", tra l'altro IBS le propone con spedizione gratuita.




Scritte tra il 1880 e il 1890 le Novelle toscane costituiscono la prova migliore dell'ampia produzione in prosa di Everlina Cattermole (1849-1896), celebre scrittrice e giornalista nota con lo pseudonimo di Contessa Lara. Caratterizzate dalla fedeltà ai dettami del realismo allora in voga e arricchite di capacità introspettiva, le Novelle si sviluppano attorno a un'indagine scrupolosa dell'animo umano, compiuta alla luce di un'esperienza personale divenuta metodo di comprensione dell'umanità. Quasi come a raccoglierne le segrete confidenze, l'autrice si accosta ai personaggi per condividere esperienze e sentimenti che poi restituisce con quel gusto e quella precisione che caratterizzano il suo particolare stile narrativo. Accanto a Firenze, piccoli paesi della Toscana diventano i protagonisti della scena narrativa; accurate descrizioni fanno da sfondo ai racconti, dai tratti ora comico-ironici, ora tragicamente fatali, e alle pagine di memorialistica che costituiscono un documento umano di indubbio valore.

Buona lettura!

mercoledì 15 dicembre 2010

Hieronymus Bosch, per gli amici Harry


Dal sito italiano di Michael Connelly:
"HIERONYMUS "HARRY" BOSCH nasce a Los Angeles nel 1950. Rimasto presto orfano, comincia a peregrinare da un orfanotrofio all’altro, da un’adozione all’altra. Alla prima occasione, entra nell’esercito: combatte in Vietnam, unendosi ai “topi delle gallerie”, i soldati che dovevano esplorare i cunicoli scavati sottoterra dai Vietcong.Tornato dalla guerra, entra in polizia. E fa carriera, risolve casi importanti, viene scelto come protagonista di una serie televisiva.

Ma il successo fa invidia, e dopo che Bosch uccide un serial killer in modo “irregolare”, si apre il conflitto con il Dipartimento di polizia di Los Angeles. Lo vorrebbero più conciliante, più cauto, più rispettoso. Ma Bosch non è uno che fa compromessi, e così viene spedito alla Divisione Hollywood, la squadra che si occupa dei casi più spinosi, la feccia della città. Ma proprio a Hollywood Bosch vivrà le sue avventure più emozionanti e coinvolgenti, conoscerà le donne che segneranno la sua vita, i pochi veri amici e i troppi, spietati, nemici."


Non cito completamente la pagina di Wiki è troppo lunga, vi annoierebbe, ma questo è fondamentale:
Il detective Harry Bosch (nome completo Hieronymus Bosch) è un personaggio della letteratura creato da Michael Connelly, comparso per la prima volta nel romanzo del 1992, La memoria del topo. È il protagonista di una serie di romanzi (attualmente 15) che sono ambientati nello stesso anno della pubblicazione.


Mentre scrivevo questo post, mi sono resa conto di avere letto 16 (quasi 17, uno è in lettura) dei 19 romanzi pubblicati in Italia. Dunque posso ben definirmi una fan e quindi assolutamente parziale nel giudizio.




Ho adorato Harry Bosch.
Con tutto il cuore.
Poi, come una donna infedele ma non traditrice, l'ho messo da parte per scoprire nuovi orizzonti, ma va a finire che torno sempre a trovarlo!
Dunque ecco la mia somma disperazione nell'apprendere che il suo creatore Michael Connelly era qui in italia, fino all'altro giorno.
E' stato sul Tgcom e su Radio Deejay, ma dove ero io???
Ma perchè il mio tempismo è pari solo a quello di Lupo Alberto???
Così ho perso la possibilità di udirlo dal vivo.
Per fortuna c'è internet e un'intervista l'ho recuperata da
Il messaggero.it e l'ho visto nel video di Radio Deejay

L'autore è in Italia per presentare il suo nuovo libro(nuovo, vabbè, per l'Italia)
"La lista"



Anni di cause di serie B, poi una ferita da arma da fuoco che gli ha causato una dipendenza da psicofarmaci e l’ha tolto a lungo dalla piazza: Mickey Haller non può certo definirsi un avvocato di grido. Eppure la ruota sembra finalmente girare nel verso giusto quando il suo più illustre collega Jerry Vincent viene misteriosamente assassinato e lui ne eredita tutti i clienti. Tra questi spicca Walter Elliot: noto produttore di Hollywood, accusato di aver ucciso la moglie e il suo amante. La difesa del magnate potrebbe essere per Haller il biglietto per il successo che da tanto aspettava. Ma sulla sua strada incontra il detective Harry Bosch: più di trent’anni di carriera alle spalle, una vocazione per la giustizia che va oltre il semplice senso del dovere, una leggenda per tutti. Solo Haller sembra non averne mai sentito parlare. Tuttavia, a osservarlo meglio, anche per lui quell’uomo dagli occhi da squalo ha un’aria vagamente familiare. Tra i due non è certo amore a prima vista. Perché Bosch guida l’indagine sulla morte dell’avvocato Vincent, e i clienti ora difesa da Haller sono tutti potenziali indiziati per il detective. Si fronteggiano così dai lati opposti della barricata, finché Haller scopre che lui stesso potrebbe essere il nuovo bersaglio del killer. Solo allora Bosch e Haller capiranno che fare squadra è l’unica soluzione possibile. Dopotutto, non sono che le due facce della stessa medaglia. E hanno in comune molto più di quanto loro stessi immaginino.


In questi ultimi anni mi sono un po' persa, mi mancano infatti alcuni tasselli, ma rimango dell'idea che "Il ragno" sia un giallo strepitoso e che se non avete ancora letto niente di Connelly, direi che potete tranquillamente iniziare da lì.
Dimenticavo, non ho detto perchè mi piace!
Ci sono tanti motivi ma, forse, quello che fa la differenza tra Harry e gli altri detective è che lui non scorda mai che "quando guardi l'abisso, l'abisso guarda te".