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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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martedì 15 dicembre 2015

S-consigli di lettura di Feltrinelli


Ciao a tutti!
Da molto tempo non scrivo post simili ma credo che ogni tanto faccia bene dire la propria opinione, con calma e senza agitarsi.
Succede che un libraio venga intervistato su Repubblica, di per sè una notizia visto che i librai sono una razza in via di estinzione, per lo più sostituiti da direttori commerciali che gestiscono le grandi librerie come gestirebbero un grande magazzino.
Succede che il direttore parli della sua esperienza come se avesse settant'anni e fosse prossimo alla pensione. Invece di anni ne ha solo 52 e probabilmente svolgerà quel lavoro per altri quindici anni.
Succede che faccia il punto sulla situazione vendite e dia consigli per i lettori.
Qui trovate l'articolo: 
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/12/15/news/_la_bologna_che_legge_e_giovane_fumettara_e_ammira_saviano_-129524328/

"Marco Bonassi, da tre anni alla guida dello storico negozio sotto le Torri (ah, ma forse non è un libraio ma davvero un manager, un direttore commerciale), all'età di 52 anni - tanti quanti ne conta la Feltrinelli - ha redatto una sua personale playlist, che ha chiamato più sobriamente "Scelti per voi", dieci titoli di saggistica e dieci di narrativa, che da oggi sottopone ai lettori. Valida un mese, fino Natale, poi seguiranno i consigli di altri colleghi."

Questo è quello che ha chiesto l'intervistatrice, una playlist dei libri che gli piacciono. I libri che piacciono a lui personalmente, non in qualità di direttore della libreria.

"Ho guardato negli scaffali di casa, verificato cosa sia ancora in commercio, e scelto libri di cui ci si è magari dimenticati, ma che hanno valore. "Il caos prossimo venturo", ad esempio, di un economista indiano, Prem Shankar Jha, uscito 10 anni fa, anticipa profeticamente le tesi di Thomas Piketty sul capitalismo del XXI secolo. "Una storia commestibile dell'umanità" di Tom Standage sfata un bel po' di miti sul cibo naturale".
"Uno dei più bei racconti mai scritti, "Michael Kolhaas" di Kleist. "Leviathan" di Julien Green. Un po' di poesia, che ci vuole, "Composita solvantur" di Franco Fortini. "Il soccombente", di Thomas Bernhard...".
"Non ama la narrativa di oggi" afferma l'intervistatrice e lui ribatte
"No, non è vero, ho scelto anche Houllebecq. Non ne condivido le idee, ma lo considero un autore geniale. E la letteratura non è politica.
"Di autrici nemmeno una?" chiede l'intervistatrice
"Lo confesso, non ne leggo molte. E non volevo barare, né fare il politicamente corretto".

L'articolo e in particolare questa frase ha suscitato, inutile dirlo, tanto clamore.
Le scrittrici si sono indignate e hanno risposto per le rime.
A parte il fatto che non leggere donne è sua scelta personale che limita la sua visione del mondo e quindi è lui che ci rimette perchè quello che ha scritto Irène Némirovsky, giusto per citarne una, lo avrebbe arricchito di certo. 

In questa intervista ci sono però altre affermazioni che meritano di essere analizzate.

Se leggiamo l'articolo nella sua interezza notiamo altri due punti dolenti, nel senso che fanno male al lettore. 
Leggiamo bene i suoi consigli di lettura, quelli che dà ai lettori della sua libreria, sebbene abbia detto che è la sua lista personalissima.
A parte escludere le scrittrici (sarebbe carino conoscere quali siano le elette che meritano la sua attenzione. Forse quelle che scrivono sotto pseudonimo maschile e lui ha scoperto poi essere donne? Non lo sapremo mai...)

Noto che inserisce nella playlist solo un autore italiano e ne esclude tantissimi altri (maschi o femmine) 
 ("ma resta indiscusso il primato di Calvino, l'autentico longseller." Come a dire che come il grandissimo e defunto Calvino non esiste nessun altro. Chi può negarlo? )

Se la produzione italiana fosse davvero così scarsa sarebbe una gran tristezza, per fortuna anche su questo si sbaglia. Come si sbaglia nello stigmatizzare le librerie Coop come megastore. 

(Quanto è cambiata la Feltrinelli con l'avvento delle librerie Coop?
"Abbiamo capito che dovevamo studiare bene chi entrava da noi, e fatto la nostra gara. Siamo rimasti libreria pura: non un megastore.)

Quindi ora non è più una questione personale, ora è il direttore di una libreria e deve comportarsi come tale. 
Interessante il cambio di prospettiva...

Allora anche io, proprio come lui, non voglio essere politicamente corretta perchè non mi interessa. 
Perché a differenza del signor direttore della libreria io non sono nessuno e non ho nemmeno la responsabilità dovrebbe sentire su di sè qualcuno che riveste il suo ruolo nel momento in cui parla a tutta l'Italia. 

Io lo ammetto, scrivo pure fantascienza, argomento maschile quindi mi odierebbe fin da subito, il libraio, considerato poi che la fantascienza proprio non vende, figuriamoci! 

Perciò non ho problemi a dire che io sono scorretta, non ho mai frequentato librerie Feltrinelli perchè dalle mie parti non ce ne sono ma soprattutto perchè mi trovo benissimo nelle librerie indipendenti e nella mia Libreria Coop di fiducia che è tutto tranne che un mega store e in cui ricevo sempre consigli utilissimi. Perchè quello dovrebbe fare un libraio: incentivare alla lettura e non indisporre il lettore. Che per la cronaca è per lo più lettrice. E un venditore dovrebbe sapere che indispettire i clienti non è una bella mossa per convincerli ad acquistare.

"Ci rimane la fiducia che pensino a noi come a un luogo familiare, dove andare a farsi autografare una copia o ascoltare un cantante, e non solo come a uno spazio che contiene libri. Che è quel che vogliamo essere."

Come potrei pensare a Feltrinelli come a un luogo familiare quando chi lo dirige si comporta come Frau Rottermaier e si arroga la vanità di escludere generi letterari e umani?

Da adesso in poi farò anche io una scelta personale, mi guarderò bene dall'andare a fare acquisti in una libreria Feltrinelli che non crede nè nella narrativa, nè nelle donne  e soprattutto non crede negli autori italiani.   

Lasciatemi concludere dicendo che è comunque stupendo poter ribattere alle parole di chi non la pensa come me, ma che è ancora più bello poter scegliere.

W Kobo, W Amazon!
W le librerie Coop! W le librerie Giunti al punto!

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