Le cronache di Gaia

Cronache di Gaia.

Un luogo di viaggio e di passaggio, benvenuti!

Italia: terra d'amori, arte e sapori

Italia: terra d'amori, arte e sapori
EWWA

venerdì 27 aprile 2012

Buon week end

Ciao a tutti e buon week end!


Purtroppo non sono stata al top in questi giorni, ma niente paura: resisto!


Ho scoperto un'altra polverina bianca miracolosa che si chiama brufen e sembra talco ma non è...
(per quelli abbastanza vecchi da ricordarsi Pollon!)


Domani parto e ritorno a Roma, vado ad assistere alla beatificazione di Giuseppe Toniolo.
Economista, sociologo ora anche beato. 
Su di lui c'è troppo da scrivere perché oggi possa parlarvene in modo esauriente. Lo farò al mio ritorno.


Sempre in maggio vorrei parlare della conclusione della saga di Jacqueline Carey e di Miriam Mastrovito.


Intanto parto poi si vedrà...


Buon week end e buona festa dei lavoratori!




venerdì 20 aprile 2012

Quante pagine!

In questi giorni la lettura mi angoscia.
Ho la sindrome dello studente. Devo leggere!
Io odio "dovere" in generale.
Partecipando al torneo letterario di Mauri Spagnol entro il 30 aprile devo leggere e valutare 15 incipit.
Me ne rimangono 6.
Quelli meno attraenti, purtroppo...
Poi devo leggere un romanzo che mi piace moltissimo, è per un'amica, mi ha fatto un grande onore non posso deluderla, ma ha scritto pure 500 pagine word!
Ci sarebbe anche il manoscritto di un conoscente. Vuole pubblicarlo, è un testo tecnico, per così dire, ma richiede comunque attenzione.
C'è la revisione di un romanzo mio.
Devo ri-studiarmi la tesi di laurea per un incontro pubblico che si svolgerà la prossima settimana.
E i tre libri, uno cartaceo e due ebook, che leggo per diletto.
Un po' troppo?
Per i miei occhi mi sa di sì... dovrò fare una scelta, essere metodica, applicare strategie lavorative.
Non mi va, la lettura è un piacere, e mi impongo che resti tale.
La notizia del giorno è che la mia famiglia si allarga!
Oggi mi sono accaparrata una gattina da portare a casa ;))
Arriverà tra quindici giorni, è ancora troppo piccina per lasciare la sua mamma, io sto meditando il nome, ma me ne viene in mente solo uno: Daisy! Suppongo però che i miei figli dovranno dire la loro...
Eccola qui con i suoi fratelli e sorella:



Qual è dei quattro?
Ancora non lo so, lascio alla giovane proprietaria la scelta di tenere la gattina che preferisce, io prenderei quella che non guarda dove guardano gli altri ;)) ma sono tutti così coccoli che farà lo stesso.
è un'adozione, non l'acquisto di un prodotto su catalogo ^_^
Buonissimo Week End a tutti!

lunedì 16 aprile 2012

Hunger Games

Buon inizio di settimana!
Come accennavo nel precedente post ho letto questo romanzo e ve ne vorrei parlare.


Libro stra-consigliato da lettori fidati, che l’avevano letto in lingua originale, e che è stato assolutamente all’altezza delle aspettative.

Di seguito un milione di spoiler, mi spiace, ma altrimenti non avrei potuto proprio commentarlo.

Un reality show che è un’arena in cui gli sconfitti si sacrificano come tributi di fronte alla città vincitrice.
Impossibile non pensare a Roma e ai suoi "giochi", anche il più distratto lettore noterà come i nomi degli abitanti di Capitol City siano tutti romaneggianti.
Il conduttore è Caesar e il presentatore è Claudius…
Dicano tutti quello che vogliono, ma di Roma e del suo Impero, la nostra cultura occidentale pare non poter fare mai a meno.
Lasciando perdere reminescenze storiche, direi che l’attualità del libro e il modo in cui i temi sono affrontati sono perfetti per gli young adults ma anche per gli adults.
La fame, la guerra, l’obbedienza al sistema, la rappresaglia del sistema.
L’apparire, l’opulenza di pochi e la fame di molti.
Questo per il sociale, poi si passa al personale.
Katniss e la sua salda presa nella famiglia, il suo astio nei confronti della madre caduta in una comprensibile depressione dopo la morte dell’amatissimo marito. L’attaccamento ossessivo nei confronti della sorella. La sua crescita insieme a Gale.
Il sentirsi in debito. Su questo punto vorrei tornare dopo.
Altra psicologia quella di Peeta. Questo personaggio mi suscita un malessere quasi fisico, per tutti i maltrattamenti psicologici che deve avere subito. Figlio non amato, nullità apparente dimostra un’intelligenza fuori dal comune. Il suo discorso prima dell’inizio dei giochi coglie in pieno l’essenza dei giochi. Non vuole farsi spersonalizzare, né strumentalizzare. Ci riuscirà?
La storia non finisce, è sospesa in bilico sul pericolo che incombe sul capo di Katniss e sui suoi confusi sentimenti, verso chi le è sempre stato vicino e che conosce, e chi, invece, ha conosciuto e che, a suo modo, è il motivo per cui lei è viva.
Povera ragazza in debito con entrambi. Per lei spezzo una lancia, dopo tanti triangoli sdolcinati questo è veramente crudele da far star male chiunque.

La figura di Rue spicca nel buio dei giochi. Inutile che vi dica che ho pianto mentre Katniss la cospargeva di fiori. 
Gli abitanti del distretto 11 sono trattati peggio degli altri e, come spesso accadeva proprio negli imperi passati in cui gli agricoltori erano quelli che per primi morivano di fame, anche nel distretto di Rue la fame uccide.
Interessante il confronto tra i distretti di Panem.
Mi incuriosisce moltissimo il distretto 13, come pure la ragazza senza voce. Suppongo che nei prossimi due libri capirò di che si tratta.
Dovessi sintetizzare questo libro direi che mostra il meglio e il peggio degli animi umani e che nonostante la crudeltà della storia non cede mai al compiacimento verso la disperazione.
C’è una compostezza e una fierezza nei partecipanti ai giochi che naturalmente lascia trasparire quella che sarà la ribellione verso Capitol City.
Per contro c’è l’assuefazione, che ben conosciamo, al reality. Che piace a tutti, tranne ai partecipanti, ovvio.
L’unica perplessità che mi è rimasta è su come potessero riprendere i giocatori durante i giochi.
Avevano sì inseriti i localizzatori e dunque, quando morivano, potevano saperlo immediatamente ma come riprendevano i giocatori? Il territorio su cui si muovevano era così vasto che posizionare telecamere in ogni albero mi pare decisamente poco verosimile. Magari l'autrice lo spiegherà nei prossimi libri. Non che sia fondamentale, ma è l’unica perplessità che mi resta.

Il pensiero finale è al fatto che è l’arte a salvare i due protagonisti.
Peeta non si salva per la sua forza ma per la sua dote di saper dipingere e decorare se stesso. Katniss fa un uso intelligente del suo dono del canto e da Rue apprende la melodia che l’aiuterà molto.
Anche questo mi ha fatto riflettere, alla fine rimanere persone ha coinciso con non perdere capacità artistiche per darsi solo alla forza bruta. Magari l’hanno già scritto tutti, ma io l’ho trovata un’idea eccezionale.

domenica 15 aprile 2012

Siamo pazzi, arrendetevi




In questo uggioso week end ho letto Hunger Games.
Colmo una lacuna, lo so bene, ma non voglio incentrare il post su questo libro straordinario che comunque invito tutti a leggere.
No, questa volta scriverò un post diverso dagli altri.
Fedele alla scelta di fare di Esedion un blog pensatoio di idee e piaceri mi ritrovo a scrivere alcune considerazioni.
Arrendetevi.
Nonostante i volumi straordinari scritti finora da Jordan e da Martin qual è il libro fantasy più letto, amato degli ultimi dieci anni?
Harry Potter!
Chi l'ha scritto? J.K Rowling.
Seguitemi, c'è una logica.
Nonostante tutta la paura che il grande re ha saputo mettere in noi, qual è stato il fenomeno di massa degli ultimi anni?
I vampiri.
Di chi è frutto?
Per non citare la Meyer, posso citare Anne Rice.
In un panorama letterario in cui la presenza maschile è storicamente dominante l'inizio del nuovo secolo si caratterizza dalla follia creativa delle scrittrici.
Sono loro a rompere gli schemi e creare il nuovo.
Per la prima volta la spinta innovativa viene portata avanti dalle donne, era successo anche prima, solo che i costumi sociali non potevano consentire alle donne lo stesso peso degli autori maschi. Si limitavano ad essere sostenitrici o defilate protagoniste. Anche quelle che poi, tanto defilate non erano, ci hanno pensato i critici a oscurarle.
Che le donne siano pazze lo si sa da secoli, altrimenti non farebbero quello che fanno ogni giorno, ma forse sta arrivando il momento in cui gli uomini dovranno arrendersi alla loro manifesta follia.
Chissà se il nuovo secolo vedrà, non solo grandi fenomeni di massa, culturali e sociali, innescati dalle donne, ma anche politici?






venerdì 13 aprile 2012

Il cavaliere oscuro



(Batman di Simone Bianchi)


Batman è il mio supereroe prediletto.


Per l'idea di oscurità che avvolge il bene e per l'alone di fatalità che avvolge i cattivi che a lui si contrappongono.


Forse il più antieroe dei supereroi, di certo l'unico che si crea da solo, con le sue forze.


Quest'estate tornerà il cavaliere oscuro.



Spero che il film sia all'altezza del teaser

mercoledì 11 aprile 2012

Biblioteche condominiali



Ieri sera con un gruppo di amici si parlava di libri.
Ma pensa un po', io che parlo di libri? Che strano...
^_^
E' notizia di ieri che gli appartamenti di New York più interessanti, commercialmente parlando, risultano esser quelli in cui nel palazzo ci sono delle biblioteche.
Vi riporto il bell'articolo di Michela Proietti uscito ieri sul Corriere

MILANO - Negli anni Ottanta era la piscina condominiale a far decollare le vendite di un nuovo centro residenziale. Dopo è stato il turno della palestra, poi quello della lavanderia condivisa e via con altri «sogni americani» capaci di trasformare il grigio urbano in qualcosa di esotico. Ora l'America inverte la rotta dei servizi offerti e punta, in piena era dell'ebook, sulle biblioteche condominiali. «La palestra, gli spazi verdi e il tetto attrezzato ancora motivano fortemente l'acquisto - racconta al New York Times Tami Shaoul, vice presidente di Corcoran Group, gruppo immobiliare che investe sulla nuova tendenza -. Ma i clienti sgranano gli occhi quando scoprono che tra i servizi c'è la biblioteca condivisa».
Un «low cost frill», uno sfizio a buon mercato, rispetto alla cantina refrigerata per i vini, alla sala giochi dei bambini, alla vasca idromassaggio e all'area-ricevimenti. «Basta un piccolo spazio ricavato nella lobby e il gioco è fatto», suggerisce Kathy Braddock proprietaria di una società immobiliare. Eppure, al tempo stesso, un segno evidente di lusso, «quasi come avere il quarto figlio», azzarda il paragone Roy Kim, vicepresidente di Extell, un gruppo che entro il 2013 realizzerà condomini con libreria annessa. Adesso la scommessa è indovinare se il modello sarà esportabile in Italia, dove le librerie hanno fatto il loro ingresso nei musei, nei caffè, addirittura nei ristoranti, ma non rientrano nelle attrattive elencate dagli immobiliaristi.
«L'idea della library è profondamente radicata nello spirito americano e non è stata sorpassata dall'era digitale - osserva lo scrittore e critico Philippe Daverio, primo nella classifica ebook con il suo volume «Il museo immaginato» -. Pensiamo soltanto a quanti film americani abbiamo visto dove c'è un uomo che di sera, anziché guardare Porta a Porta, si siede nella sua poltrona di cuoio, illuminata da una lampada, e legge il libro preferito... ». Anche per questo l'affaccio delle biblioteche nel settore immobiliare non sorprende. «Dagli anni Settanta in poi, con l'AT&T Building di Philip Johnson, gli Stati Uniti hanno scoperto l'utilità di aggiungere arte e cultura agli immobili. L'idea di condividere piaceri in uno stesso luogo è simbolo dell'esclusività di alcuni condomini di Park Avenue, dove si entra solo dopo approvazione unanime dei residenti, e al tempo stesso di uno spiccato spirito collettivo - prosegue Daverio -. Nella nostra cultura individualista non vedo grandi sbocchi per idee come queste».
Opinione condivisa da Manfredi Catella, amministratore delegato di Hines Italia, capofila del progetto Porta Nuova che a Milano ha ridisegnato su calco newyorchese l'area di Porta Garibaldi. Prima di approdare a un progetto definitivo l'imprenditore ha studiato da vicino i modelli anglosassoni, orientali e statunitensi. «Alla fine siamo giunti alla conclusione che stavamo confrontandoci con culture profondamente diverse dalla nostra, più esibizioniste, dove l'atout condominiale viene visto come qualcosa da mostrare agli altri ma non da godere», dice Catella. Nelle residenze Porta Nuova gli architetti hanno puntato su «vere necessità». «Per esempio una sala, da affittare al consumo, per organizzare cene e party impensabili in casa: in pratica un'estensione della propria abitazione».
La mancanza di spazi, d'altra parte, è anche uno dei motivi della nascita delle librerie nei condomini americani: al 1 Rector Park, complesso di lusso ma dalle metrature ridotte, lo spazio della biblioteca è vissuto come una boccata d'ossigeno dagli schiamazzi dei bambini o dall'aspirapolvere della cameriera. «L'idea dei condomini mixed-use è approdata anche qui - dice Cristina Paini, a.d. della società Gestione che cura i condo-Hotel Ramada in Italia, circa 7200 strutture in tutto il mondo. «Ma tra i servizi prediletti dagli acquirenti continuano ad esserci palestra, spa e al massimo un putting green, per i golfisti più fanatici».
Michela Proietti



Una boccata d'ossigeno! 
Sono d'accordo, leggere sarà sempre un angolo di pace dove rinchiudersi quando tutto pare andare male. 
Non solo strumenti per costruire, non solo fuga dalla realtà ma anche un rigenerarsi, come una corsa, una nuotata, una scalata. 
Momenti in cui la mente si svuota.
E, sarà pur vero che si tratta di un piacere solitario, ma noi lettori siamo subito pronti a rendere partecipe chi ci è accanto di ciò che leggiamo e tutti i nostri blog letterari lo dimostrano pienamente.
Niente ci piace di più di leggere e discutere con gli amici delle nostre letture, abbiano essi la nostra opinione, oppure no.
Sarebbe veramente divertente se tra vicini di casa si litigasse non più per il portone lasciato aperto per le impressioni divergenti sulla struttura narrativa dell'ultimo pubblicizzato bestseller.
Credo però, che questa sì, sia fantascienza, almeno in Italia ;)

sabato 7 aprile 2012

venerdì 6 aprile 2012

Che recensione!

Oggi Esedion ha ricevuto una recensione che merita di esser citata!
Valentina Bellettini nel suo blog ha sviscerato tutto il libro con una precisione e un'attenzione che mi hanno commossa.
Non ha detto solo bene, ci mancherebbe! 
Ha fatto una vera e proprio recensione dettagliata e precisa dimostrando di avere letto il libro con interesse e notando molto aspetti salienti del mio cattivo.
Come sapete io ritengo Ryan uno dei miei personaggi meglio riusciti e quindi ne sono rimasta molto colpita.
Posso dire che è una delle migliori recensioni che il libro abbia mai ricevuto, sia per le luci che per le ombre che mostra di Esedion.
La riporto integralmente ma prima di leggerla vi avviso che ci sono degli spoiler enormi, a voi la scelta...



Misteri e segreti nella "perfetta" Estreira

Alex e Sofia sono due ragazzi come tanti: estroverso lui, timida e impacciata lei.
Durante la pausa estiva dalla scuola i due cominciano a frequentarsi, ma il primo appuntamento non è all'altezza delle aspettative: Alex, dapprima interessato, diventa freddo e distante, mentre Sofia si strugge per l'accaduto. Il mutamento di Alex è dovuto all'improvvisa apparizione, nel cielo, di una strana e improbabile costellazione, la stessa che vede poi Sofia nel tragitto verso casa. I due s'interrogano su ciò che hanno visto e sul sogno che coinvolge entrambi quella stessa notte, inoltre Alex s'accorge d'avere il simbolo "tatuato" sulla pancia, per cui, tormentato, si adopera nelle ricerche su Internet, mentre Sofia, durante un'uscita nella vicina Venezia, ritrova casualmente il simbolo davanti al portone di una casa; solo quando i due s'incontrano per un nuovo appuntamento, scoprono d'essere entrambi coinvolti in un mistero che sconvolgerà per sempre le loro vite. Ad attenderli in quella casa a Venezia, infatti, ci sono Hennio e Adel, la donna che era apparsa loro in sogno, e altri sette tra uomini e donne, ragazzi e ragazze, che come spiega Adel hanno risposto al richiamo del simbolo, ovvero l'Onges, emblema dell'Isola di Estreira: i sette dovranno affrontare una serie di prove che decreterà un solo e unico prescelto, colui che è destinato a ricoprire il ruolo di Esedion, ambasciatore di Estreria sulla Terra. Come sarà rivelato al prescelto, infatti, il Regno di Estreira si trova in una dimensione parallela, pur facendo parte, un tempo, della Terra stessa. L'origine dell'Isola ha a che fare con i miti di Atlantide e il continente perduto di Mu, e tale deve restare (è compito dell'Esedion celare la realtà) perché Estreira è un'isola felice dove gli abitanti possiedono facoltà mentali e tecnologia avanzati.
Ma questi sono aspetti che in fondo non portano alla felicità, specie quando emergono sentimenti feriti, odio e rancore, perché Estreira nasconde un oscuro, tragico passato, che ruota intorno alle figure di Ryan e Myros.
E' incredibile come gli abitanti di Estreira, che possono leggere nella mente, s'impegnino a celare la verità ergendo le cosiddette "barriere mentali" specialmente se c'è un coinvolgimento emotivo diretto. Spesso è difficile dire la verità, ma per quanto dolorosa possa essere alla fine evita quel tipo di tormento come accade ai personaggi di questo romanzo, ognuno impegnato a nascondere le proprie ragioni e i propri veri sentimenti, ognuno che di conseguenza mette in dubbio la versione dell'altro, e ognuno che finisce che non sa più a chi credere. Il romanzo ci mostra come l'avanzato Regno di Estreira soffra della paradossale mancanza di comunicazione; avanzato cosa, se non parlano nemmeno! Come può progredire una società se non c'è dialogo, confronto, (e ci metto pure questa) scontro! Solo le guerre sono scontri che non danno frutti.
La cosa più bella di questo romanzo è che effettivamente ogni personaggio ha le sue buone ragioni: dopo aver compreso la verità dei fatti, come dar torto al Re? Ma come, viceversa, darlo a Ryan, e ai suoi giovani sogni di libertà assieme all'amico Myros? Ognuno di loro (e non solo) ha commesso errori, consapevolmente o meno, ma al tempo stesso non li si può condannare né giustificare del tutto. Certamente, visti i risvolti finali, Ryan è il personaggio in cui, più di tutti, l'ago della bilancia punterebbe sul negativo, eppure c'è qualcosa in lui, forse il sincero dolore per Myros oppure la carezza ad Amnar, che m'intenerisce e mi spinge a credere che ci sia ancora una speranza per il suo animo tormentato, perché in fondo lui è quello che più di tutti è rimasto solo, isolato nella sua sofferenza e senza l'appoggio di nessuno; probabilmente sarebbe difficile farlo ragionare vista la situazione estrema che si è creata, ma perché non provarci? Perché nessuno è capace di parlargli, e viceversa, ascoltarlo? Ecco, se non si era capito Ryan è un dei miei personaggi preferiti. Se affermo questo, è perché la mancanza di una netta distinzione tra "buoni" e "cattivi" dona profondità ai personaggi; ho apprezzato questa caratteristica anche perché crea un intreccio intrigante.
Di contro, però, i tanti personaggi coinvolti nella vicenda fanno sì che qualche dettaglio si perda per strada. Ad esempio mi è sembrato troppo veloce il modo in cui vengono scartati i ragazzi durante la prova per trovare l'Esedion (tuttavia mi ha sorpreso, pensavo fosse Sofia visto che il libro comincia narrando dal suo punto di vista e prosegue in tal senso fino al terzo capitolo), oppure il fatto che in certe occasioni i due protagonisti si comportano alla leggera, nel senso che fanno dell'umorismo o agiscono in modo bizzarro proprio nei momenti meno opportuni (va beh che son giovani, però...), oppure ancora, l'assoluta sicurezza che ha Sofia nel compiere la sua scelta (contrariamente all'indeciso Alex - s'invertono i ruoli -) perché non ha dubbi, né rimpianti, né dispiaceri, né il benché minimo tentennamento mentre prende una decisione che è drastica, e oltretutto non fa una piega quando i nuovi doveri sotto-intendono che, diciamo, non potrà più passare oltre, mentre gli accordi iniziali erano diversi, almeno un'ultima volta dovrebbe esserci stata... 
La cosa che più mi è stata difficile comprendere è comunque il rapporto tra Alex e Sofia: non mi ha coinvolto. Non ho percepito l'amore tra i due perché limitato a qualche parola e a una misera espressione d'affetto. Il loro avvicinamento, a inizio libro, si svolge in tempi talmente brevi che non danno modo di assimilare ciò che c'è fra i due, e le poche informazioni non sono sufficienti a creare il background del loro rapporto. Piuttosto, ho trovato più interessante l'avvicinamento di Erik a Sofia: sarebbe stato appassionante se i sentimenti della ragazza avessero vacillato fino a protendere verso il principe, visto il tanto tempo passato insieme, le confidenze, gli sguardi, le frasi mirate, i gesti romantici... insomma, c'è tutto quello che manca nel rapporto con Alex!
La lettura del romanzo è piacevole e scorrevole, le pagine "volano" una dietro l'altra senza annoiare mai a parte un po' di fastidiose ripetizioni dei concetti quando li apprende prima Alex, poi Sofia, o viceversa. Il libro è un buon mix di fantasy e fantascienza che affonda le basi nella mitologia, cosa che avrei trovato originale se non fosse che proprio poco tempo fa ho visto l'anime "Moby Dick 5", basato sull'impero di Atlantide e quello di Mu, che tratta di dimensioni parallele, tecnologie avanzate e poteri mentali!
Il finale scivola via in fretta ma da l'idea che ci sia un seguito, anzi, pone un dubbio che spinge ad aspettarlo con ansia. Forse l'autrice ha volutamente lasciato in sospeso alcuni dettagli, e chissà che non ci siano altre verità. Ho un sospetto...



Gli auguri pasquali li avrete il giorno giusto ;))

martedì 3 aprile 2012

ESEDION EBOOK

Sorpresa!

ESEDION (PHANTASIA)

Dal 29 marzo Esedion è anche ebook!


Io nemmeno lo sapevo, ed è stata proprio una bella sorpresa!
Specie perché, se Amazon non è impazzito, sono al n. 59 della classifica Fantasy, appena dopo "Numero sconosciuto" di Giulia Besa, edito da Einaudi  (n. 58) e Il segreto dei maghi di Trudy Canavan, edito dalla Nord (n. 60).
Altra bella sorpresa!
Insomma in attesa dell'arrivo del seguito "Aryn, la principessa del Continente", potete leggere Esedion a soli 3,08 euro, con un comodo click sarà a casa vostra subito, senza lunghe attese.
Adesso poi che sta per arrivare anche in Italia il nuovo Kindle sarà uno spasso^^
In merito al nuovo Kindle ho letto questo articolo de Il Sole 24 ore e mi sembra che sarà un prodotto veramente innovativo. Io resto fedele al mio Pad ma in effetti non nego di averci fatto un pensierino...vedremo!
Voi invece perchè non fate un pensierino sul mio libro?



Aggiornamento.

Nell'era digitale tutto è più veloce e da ieri sera il libro è passato dal costo di 3,08 euro al costo di 0,92 euro. Una cifra ridicolmente bassa. In compenso è sceso anche il posto in classifica al n.69. Poiché la scelta di pubblicarlo ebook e di decidere il prezzo non è mia, ma esclusivamente dell'editore che non mi ha informata in nessuna maniera, suppongo che potrebbe ancora cambiare. Certo che a meno di un euro non si può non comprare!






lunedì 2 aprile 2012

436 di Anna Giraldo - Commento


Ciao a tutti!
Buon inizio settimana!
Oggi vi parlo di un libro che mi è piaciuto molto: 436.
Si tratta di un volume che da tempo albergava nella mia libreria.
In effetti, ora che l'ho finito, da un lato mi pento di non averlo letto prima, dall'altra sono contenta perché è uscito da pochissimo il seguito e quindi non dovrò attendere per sapere come prosegue la storia.
Andiamo con ordine.



436 di Anna Giraldo
Casini Editore

Cosa ci fa un giaguaro in carne e ossa nel cuore di Londra? Cosa sono tutte quelle reminiscenze di un passato remoto? E le visioni sanguinose che perseguitano Redlie, diciassettenne venuta dall'Italia, ospite a Londra di zia Daisy? Perché tutti continuano a dirle che la sua luce è abbagliante? Cosa significa? Ci sono nuovi adorabili amici per Redlie. Ci sono una zia un po' squinternata ma premurosa e un padre che da sempre è lontano. C'è un gattino randagio di nome Copernico. C'è un segreto che nessuno vuole rivelarle: - Devi arrivarci da sola - le rispondono ogni volta che lei chiede. C'è un amore, uno splendido e tenebroso giovane, dalle abitudini e dai comportamenti inspiegabili. Ma c'è anche David. Ossuto e grigio, quanto spietato e violento.

Redlie Mcfarlane non è una ragazza come le altre.
Ha dovuto imparare fin da bambina a badare a se stessa e a sua madre. È cresciuta meglio che ha potuto, rifugiandosi tra i libri e sforzandosi di non pensare mai a suo padre, di cui la madre non ha mai voluto rivelarle il nome per ripicca.
Un padre scozzese, che le ha lasciato un cognome ingombrante, che la pone al di fuori della consueta cerchia dei ragazzi della città della pianura padana dove vive.
Finalmente sua zia Daisy (che bel nome!^^) bussa alla sua porta e la porta con sé a Londra.
La madre non oppone alcuna resistenza, ferendo la povera Redlie. Come ci si aspetta da un carattere come il suo si riprenderà presto, affascinata dalla magia della metropoli inglese e dal calore umano di Daisy. Quella giovane donna di nemmeno trent’anni che è sua zia ha amici e abitudini strane, pare conoscere gli avvenimenti prima che accadono, lavora costantemente a nuovi prodotti di erboristeria e non ha paura a lasciarla sola in una città nuova. Le presenta solo il fratello di un amica, Timothy, detto Honey. Con lui Redlie si sentirà a suo agio come mai prima.
In una delle molte giornate di pioggia estiva londinese Redlie conoscerà Sean, stupendo e inavvicinabile giovane dal passato misterioso.
Fin qui tutto nella norma, peccato che poi Anna Giraldo butti per aria le carte facendo vorticare la storia: magia, bellezza, affetti, suspance e fatica. Tutto mescolato con grande bravura dall’autrice nella stupenda cornice di Londra. La città è protagonista del libro tanto quanto Redlie, Sean e un gruppo di amici di cui Honey è il più rappresentativo.
Ho trovato 436 un romanzo avvincente, salvo pochi punti più lenti, necessari per comprendere l’andamento della storia, si lascia leggere con incredibile velocità.
I personaggi sono rappresentati con una psicologia ben definita, in modo speciale la protagonista, lontana dalle solite svenevoli signorine e dotata di un carattere forte e non comune. Ci sarebbe un bel discorso da fare sul sole e sulla luce ma temo di svelare troppo perciò dico solo che è un metafora che ho apprezzato molto.
Mi è piaciuto particolarmente la parte dell’allenamento, perché ritengo molto importante che, anche in un romanzo di fantasia, si abbia ben presente che per ottenere risultati di qualsiasi genere è necessario fatica e determinazione.
Concludo dicendo che l’ultima riga, con la spiegazione del titolo, è geniale.


Come dicevo prima, è da poco uscito il seguito


Thunder + Lighting di Anna Giraldo

"Luna affascinante stanotte! Qualcuno ci rimetterà la pelle per essersi lasciato sedurre!". La nebbia e il freddo rendono Redlie nervosa e triste e il giaguaro sta cambiando pelle. Gli amici vorrebbero stringere entrambi nel loro abbraccio pieno di calore, ma tutto è confuso, sbagliato. I ricordi per Sean e Redlie sono terribili e poi c'è un diario, e i parenti in Italia, e un misterioso quadro, e ci si mette anche un gruppo di energumeni a complicare le cose. Se si é diversi non si può essere amati. Dunque, chi è il vero mostro? La rivoluzione è solo agli albori. Serve energia straordinaria. Servono tuoni e fulmini!

L'ho già in wishlist!