Le cronache di Gaia

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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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mercoledì 3 agosto 2011

L'origine perduta


Matilde Asensi, L'origine perduta, Rizzoli, 2008, 10,90 euro

Un thriller in cui genetica, matematica e teorie linguistiche si sposano a una suspense di altissimo livello. Una misteriosa malattia contro cui la medicina non può nulla, una maledizione antica, codici criptati e lingue perdute. Arnau, spregiudicato imprenditore informatico e geniale hacker, viene avvisato che suo fratello Daniel, etnologo, è stato colpito da una rara sindrome contro cui i medici si dichiarano impotenti. Dopo aver esaminato l'antico testo inca su cui Daniel stava lavorando, Arnau si convince che la sindrome è in realtà una specie di maledizione dal meccanismo simile a un virus informatico. Una maledizione che risale a un lontano passato. La chiave è nel potere delle parole.

Una civiltà perduta, le capacità inesplorate della mente, un luogo lontano, un gruppo di amici in viaggio...

Secondo voi mi è piaciuto?

Ma certo che sì!

In questo romanzo ci sono tutte le caratteristiche che mi piacciono in un libro.
Una buona base storica e scientifica, una grande verosimiglianza, delle descrizioni precise ma non pensanti e il tutto condito con personaggi ben disegnati e un ritmo accattivante.
Tra l'altro l'idea da cui prende avvio tutta la storia è il saggio di Umberto Eco La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, in cui viene citata la lingua aymara per la sua struttura paragonabile a quella di un linguaggio informatico.
Anche solo per le innumerevoli riflessioni che una lingua naturale universale, comprensibile a tutti, può suscitare meriterebbe di essere letto.
Lo consiglio vivamente a tutti e mi rammarico di averlo finito solo da pochissimo tempo.
In generale consiglio proprio Matilde Ansensi per la sua capacità di mescolare più generi letterari e di creare personaggi psicologicamente ben strutturati.

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