Le cronache di Gaia

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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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domenica 16 gennaio 2011

Al cuore delle cose



Al cuore delle cose è il primo romanzo di Ilenia Marin, donna di straordinaria intelligenza, già curatrice di importati pubblicazioni dedicate al poeta Biagio Marin, e ora narratrice di sentimenti profondi.
Il libro è uscito da pochi giorni per i tipi di 0111 Edizioni e io sono felice di averne appena concluso la lettura.

La quarta di copertina ci dice che

"Al cuore delle cose" racconta i movimenti dell'anima di tre donne unite da un luogo, da una stagione e dall'urgenza emotiva di dare un senso al proprio percorso personale. Rimanere, tornare e partire (movimenti fisici che accompagnano il corpo nei luoghi del mondo) diventano l'occasione per intraprendere un viaggio interiore che porterà le tre protagoniste a scavare dentro la vita, alla ricerca ognuna della propria strada. Asolo, antico borgo medievale trevigiano illuminato dai prodromi colorati dell'autunno, allarga i suoi confini fisici fino a diventare un meta-luogo, il luogo che comprende tutte le strade e i percorsi possibili da seguire per raggiungere la verità personale.

Ai frequentatori di aNobii dico che ho appena fatto la richiesta di inserimento della scheda. Di certo i bravissimi Librarian lo inseriranno presto.
Io l'ho letto oggi, e gli consegno cinque stelle virtuali e questo piccolo commento.

Asolo. Questo breve romanzo è una dichiarazione d’amore ad Asolo. Di cui scorgiamo fin dalla copertina, le fattezze lontane.
La natura, i ricordi, i luoghi dell’anima come unica consolazione e come bussola per ritrovare la via.
La leggiadria pesante che si avverte leggendo il libro si risolleva solo nel finale, un ristoratore ritorno a casa che permette di liberarci dai nostri pesi e di pensare al futuro.
Un libro coraggioso scritto in una lingua originale, fiorita e accurata. Con descrizioni del sentire umano e del vivere quotidiano. Un tuffo nelle emozioni e nei ricordi.
Tre racconti apparentemente slegati che convergono nella riappacificazione di sé, conclusiva.
Eleonora e l’ansia dell’amare che diventa scoperta di sé e riscoperta dell’arte.
Maria e la paura del tempo perduto e soprattutto di perdere preziosissimo tempo.
Caterina e la leggera consapevolezza che tutti dobbiamo avere radici per potere spiccare il volo.
Tre donne, tre modi diversi di vivere e di sentire, tre estranee toccate dalla bellezza superba di Asolo e da essa plasmate e salvate.
Un libro che merita di certo un premio letterario per la pienezza della scrittura e del sentimento.
Un grazie all’autrice per averlo scritto, con coraggio e gioia di vivere.

2 commenti:

  1. Creatività è sinonimo di follia? O forse è la follia stessa che genera la voglia di esprimersi? Si tratta di una domanda inflazionata alla quale non ha senso rispondere, ma ormai è un dato di fatto che molto spesso, i disagi mentali ed esistenziali generano nell'essere umano una costante voglia di esprimere se stessi, nello scrivere un libro.
    Questa è la sensazione che mi ha dato il libro dopo averlo letto e riletto.
    Questo è un mio libero pensiero!
    Ugo

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  2. Mi piace la tua interpretazione Ugo. Dalla mia esperienza la follia della felicità genera altrettante espressioni di creatività, non solo il malessere. Credo che la poesia per sua intrinseca natura, e il libro di Ilenia è molto poetico, richieda una grande lucidità nell'analizzarsi.
    La vera, antica domanda è quale sia la vera follia e chi siano i folli.
    Quelli che vivono il mondo per quello che pensano sia o quelli che provano a piegarlo a sè. Non ho trovato risposta.
    Grazie del messaggio e del tuo bellissimo commento^^
    Se ti va ti aspetto ancora.

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