Le cronache di Gaia

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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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EWWA

venerdì 6 gennaio 2012

10 domande + 1 a Deborah Epifani





Come promesso ieri, ecco il regalo che mi ha fatto la Befana!
(No, non io, quell'altra, quella che vola a cavallo di una scopa e porta i doni nel sacco grande)






Il regalo è una bella intervista con Deborah Epifani!




A un mese esatto dal regalo di San Nicolò, l'intervista al bravissimo Daniele Nicastro (ve la siete persa? Niente paura eccola qui) non poteva che arrivare un altro regalo^^


Prima di lasciare la parola all'autrice vi parlo del suo libro



Le leggende di Aron. Il segreto degli Undici di Deborah Epifani
Linee Infinite Edizioni
480 pg.
16 euro




Genere: Fantasy per ragazzi (dai 9 - 11 anni in poi).

“Un muso più nero dell’ombra emerse dal nulla seguito da un corpo possente. La belva che apparve smise di soffiare e dalla gola levò il verso più agghiacciante che Aron avesse mai sentito.”


Aron ha quindici anni e una vita felice sulla sua piccola isola. Le giornate in mare, i tuffi dalla barca di Gorgo, il sale che tira sulla pelle e l’amore della sua famiglia sono tutto ciò che possiede, tutto ciò che desidera. Quasi tutto. Manca un giorno al suo compleanno e alla cerimonia che lo ammetterà al Consiglio dei Germogli, giovani pronti a difendere l’isola e i suoi abitanti da qualunque insidia li minacci. Ormai fervono i preparativi che lo renderanno a pieno titolo un uomo del Popolo del Mare. Basterà una notte di tempesta perché tutto cambi: dal buio emerge una misteriosa presenza che lo trascinerà lontano dagli affetti e dall’isola, nel mondo magico e insidioso di cui ora fa parte. Chi sono i Guardiani che lo cercano? Chi sono i misteriosi Undici il cui destino si intreccerà inevitabilmente con il suo? Quali enigmi nascondono e cosa vogliono da lui? Aron dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e imparare a fidarsi della tenebra che lo accompagna, se vorrà salvare se stesso e le persone che ama. Una corsa contro il tempo per sfuggire al nemico comune. Un’avventura alla scoperta di se stesso e di quel Potere che lo rende unico al mondo. Un segreto da svelare per trovare la verità.




Il mio commento

Aron ci guarda dalla magnifica copertina del romanzo e ha una lunga storia da raccontarci ma la fa scrivere al suo migliore amico Liam, che incontreremo solo alla fine del libro.
Il suo sarà un lungo viaggio e ci porterà con sé alla scoperta del suo destino.
Fin dalla prima pagina veniamo catapultati nel mondo fantastico di Deborah Epifani, catturati dalla magia del luogo e portati sulle ali del vento da un personaggio all’altro.
Solo in un secondo momento conosceremo Aron che sta per compiere quindici anni ed entrare a pieno titolo nella vita adulta del popolo islyano. La notte del suo compleanno però accade qualcosa che lo renderà un intoccabile e sarà allontanato per sempre dal suo popolo; abbandonato su di uno scoglio in attesa della morte, forse. Il segno che porta nel petto è il marchio del male, della magia oscura di cui tutti gli uomini hanno paura. Aron verrà venduto e come prigioniero conoscerà il male più oscuro e ne uscirà solo pagando un prezzo molto alto.
Ma questa non è solo la storia di Aron e del suo salvataggio e iniziazione alla magia ad opera di Gwyniver, è la storia di Undici per i quali le leggi precostruite non sono veritiere.
"Il segreto degli Undici" è sostanzialmente un fantasy classico che parla della lotta eterna tra bene e male.
"Il segreto degli Undici" è un romanzo di formazione in cui Aron lascia la fanciullezza per entrare nell’età adulta. 
"Il segreto degli Undici" è uno scrigno di magia pronto ad aprirsi a ogni pagina.
Sono rimasta rapita dalla scorrevolezza e, nello stesso tempo, dalla complessa trama di questo romanzo.
Sorprendente l’esordio di Deborah Epifani che si dimostra capace di gestire la suspance e il susseguirsi degli eventi padroneggiando benissimo uno stile elegante e avvolgente.
Lo splendore dell’isola di Aron lascerà un segno in ogni lettore, soprattutto perché poi verrà gettato nel gelido buio di Nebuk.
Una carrellata di personaggi credibili e ben delineati accompagnano il protagonista regalando momenti di spasso e di commozione. Niente è lasciato al caso e tutti concorrono magnificamente al risultato finale.
Denso di significato anche il messaggio intrinseco al libro in cui bianco e nero non paiono così netti e la predestinazione non può essere una condanna a un destino.
Spero di leggere al più presto il seguito perché Aron si dimostra essere una saga all’altezza di altre più blasonate e più pubblicizzate.
Un libro da non lasciarsi sfuggire.


La parola all'autrice:

Ciao Deborah!
Accomodati sulla mia poltrona.





Grazie per avere accettato di essere qui e di rispondere alle mie domande.
La tua è la prima intervista del 2012 e sono contenta che sia proprio tu a iniziare l’anno con l’appuntamento periodico (a questo punto posso definire mensile ^^) di 10 domande + 1!

Oh, caspita, è un onore! :) Saluto i tuoi lettori, e sono io che ti ringrazio per l’ospitalità e l’opportunità che mi dai.

Per rinfrescare la memoria a chi legge ricordo che le prime 6 domande sono quelle che faccio a tutti gli autori, le ultime 4 sono specifiche sull’autore e i suoi lavori e la + 1, beh quella è la domanda dell’autore!
Cominciamo:


1. Per cominciare ti va di raccontare qualcosa di te?

Ci provo. Sono nata nel 1976 in un paese del Salento bagnato dal mare, anche se da sempre vivo in Piemonte. Per qualche tempo ho vissuto anche a Pavia e a Roma. Mi sono laureata in Educazione Professionale con una tesi dal titolo bizzarro: Harry Potter e il calice di fuoco: l'amicizia in adolescenza. Alcuni spunti di riflessione pedagogica. Ho svolto lavori in diversi ambiti della pedagogia, ma la mia prima passione sono le scienze naturali. Adoro viaggiare, incontrare persone diverse da me e, ogni tanto, se bevo troppi caffè, utilizzo i fondi per antichizzare mappe di mondi fantastici. Ho un amore incondizionato per le torte di mele, mi piace scoprire nuovi sentieri di montagna e ignorare la mia allergia ai gatti.


2.   Quando hai iniziato a sentire la necessità di scrivere?

Se ti riferisci alla scrittura in generale, non lo so. Mi è sempre piaciuto fantasticare e mettere su carta storie mie. Invece per Aron c’è stato un momento preciso; come in certe favole, è iniziato tutto in una triste giornata invernale. Era il mio compleanno e avevo perso il lavoro per tagli all’azienda. È scattato qualcosa, non ci ho nemmeno pensato più di tanto: sono salita in mansarda e ho scritto di getto l’Oracolo (quello completo che ancora il lettore non conosce). Aron era già nei miei pensieri da molti anni, un po’ come un amico immaginario che è cresciuto con me. A quel punto avevo un Oracolo e un personaggio che conoscevo bene. L’associazione è stata spontanea.


3.   Quali sono i libri e gli autori a cui senti di essere più legato?

Ho un libro che non dimenticherò mai, il primo romanzo che ho letto, all’età di sette anni: La Storia Infinita, di Michael Ende. La mia maestra delle elementari ce lo leggeva in classe interpretando le voci dei personaggi, e noi dovevamo tenere il segno per fare altrettanto. Alcuni miei compagni si sono scoperti attori provetti!




4.   Ti va di suggerirci un libro da leggere?

Penso di averne troppi, perché ogni libro mi lascia un’eredità, persino quelli che non mi sono piaciuti affatto. Qui ne scelgo uno e, a costo di essere scontata, dico Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Sepùlveda. Dolcissimo, aiuta a non arrendersi al di là delle logiche previsioni.






5.   Ci sono altre forme di arte, come la musica o la pittura, per fare un esempio, a cui sei legato? Influenzano il tuo scrivere?

La mia prima fonte di ispirazione sono i libri. Poi il cinema, e spesso la musica. Riguardo a quest’ultima sono varia. Spazio tranquillamente dal metal alla classica, dalla zen al rock, dalla etnica alle colonne sonore, che adoro. A volte strimpello ancora (malissimo) la mia Yamaha acustica. Ma solo quando non mi ascolta nessuno!


6.   Come scrivi? Cioè progetti, documenti e poi scrivi o ti siedi e poi cominci a digitare parole al computer? Hai dei riti particolari?

Prima di essere un’educatrice sono una scienziata nella forma mentis (per via dei miei primi studi da naturalista). Alla fine i due modi di pensare non si discostano poi tanto, ma diciamo che la scienziata è decisamente più incline alla pignoleria! ^^’’ Progetto molto, mi documento, faccio in modo che tutto quadri secondo la logica che intendo dare al romanzo. È a quel punto che ho davanti a me un mondo nuovo ma completo, devo solo esplorarlo dando libero sfogo alle emozioni. Da lì subentra l’estro, è indifferente se cambio qualcosa, se scrivo prima il capitolo uno o quello finale. Il motore è l’ispirazione. Riguardo ai riti, ne ho solo uno: banale, noiosissimo silenzio assoluto.


7.   Non voglio fare spoiler ma Aron non pare intenzionato a seguire un destino già segnato. Lasci intendere il grande tema del libero arbitrio. Quanto pesa quello che siamo nel nostro futuro? Quanto peso hanno le scelte personali nella vita di ciascuno e quanto ne hanno nella vita dei ragazzi? (Ho imbrogliato son due domande, faccio finta di niente^^)

Hai detto bene, Aron è un ribelle e un gran cocciuto. In ogni caso io la vedo così: le scelte sono tanto più formative, quanto più ne siamo consapevoli. Vale per adulti e ragazzi. Non importa quale sia la scelta, quanto grande o piccola, quanto riconosciuta o meno dalla società. Qui, però, vorrei aggiungere un concetto che mi sta a cuore e che condivido in pieno: “Difficilmente le nostre condotte sono, come teme chi non ha mai tentato nulla, assolutamente irreversibili. Di solito sommano vantaggi e svantaggi. E ciò che oggi sembra sfavorevole, domani può trasformarsi in una straordinaria opportunità”. (Da L’età incerta, Mondadori).


8.   Fino a un certo punto Aron è come tutti, anzi forse un po’ meglio della media, poi ne fai un emarginato. Anche la maestra di Aron, a suo modo, è un’emarginata, come Liam, anche se di lui vi è appena un accenno nel libro. Perché protagonisti non di successo? Come mai questa scelta negli eroi della tua saga?

Bellissime domande a cui rispondo con queste: che gusto c’è se l’eroe è già formato? Dove sta l’immedesimazione che permette di crescere insieme a lui? Se l’eroe è come noi (anche peggio!) ma è in grado di affrontare pericoli immensi, di superare prove orribili, di vincere le proprie paure, allora tutto sommato possiamo fare altrettanto! Io lo trovo incoraggiante.


9.   Essendo io fissata con le isole e i lettori del blog lo sanno. (Poveri loro!) Non posso non chiederti quanto importanza ha per te l’ambientazione e a quale luogo ti sei ispirata per creare l’isola di Aron? Visto che qui siamo tutti amanti dei libri, perché non ci dici anche se nella realtà esiste una biblioteca di Irìsia?

Anche queste sono due domande! ;) Cominciamo dalla prima. Il mondo di Aron è molto vasto, complesso. Non so se riuscirò a inserirlo tutto, ma è sicuro che sia dettagliato nella mia testa. Mi sono ispirata al contesto culturale in cui vivo. Sono un misto di tradizioni, il Nord e il Sud, perciò, in generale, credo di aver preso spunto da questo mio modo di essere, anche se alla fine ho allargato la visuale, spaziando dalla cultura mediterranea a quella celtica. Scendendo invece nei particolari, la felice isola di Aron rappresenta, più che un luogo fisico, la solarità del Salento e... mio nonno, che era un guardiano dei fari. La Biblioteca di Irisìa, invece, è ispirata a un luogo reale: la facoltà di lettere e filosofia di Pavia, città a me cara per diverse ragioni.


(e qui mi metto a saltare. Deborah forse non lo sa ma vivere in un faro era, è e forse sarà il mio sogno. Dunque grazie nonno di Deborah che hai ispirato Islya)




10. Domanda quasi finale e molto personale. Ovviamente non ci anticiperai nulla della saga ma magari ci potresti dire qualcosa sui tuoi progetti futuri. Pensi di scrivere il romanzo ispirato a “Il risveglio” il racconto con il quale hai vinto la scorsa estate il concorso del Fantasy World Forum?

Sì, quello è uno dei miei progetti futuri. Carattere e storia personale di Gabe e Nerissa sono già tracciati, così come l’ambientazione steampunk. Manca una trama che mi soddisfi, il che, come avrai intuito, significa ben strutturata e se possibile originale. Finché non ho questi elementi, continuerò a lavorare principalmente sul seguito di Aron. Ho anche altre idee, tra cui dei progetti con biblioteche e scuole, ma sono ancora così incerte che aspetto a dirne di più.

La domanda +1 è la domanda di riserva.
C’è qualcosa che avresti sempre voluto che qualcuno ti chiedesse, ma non l’ha mai fatto?
Ora è il momento giusto!
Suggerisci la domanda che desideri e poi regalaci la risposta.

Oddio, questa è bellissima, ma difficile! Be’, forse mi piacerebbe se mi chiedessero qual è il personaggio da cui mi discosto di più anche se, per chi non ha letto il libro, temo non abbia molto senso dire Gil, il migliore amico di Gwinever. Questo perché è l’unico personaggio ispirato a priori a una persona reale. Altrimenti, se posso tuffarmi sulla domanda di riserva (sto barando), mi chiederei: pensi di scrivere qualcosa di diverso dal fantasy? Non è escluso. E magari per adulti.
Ti ringrazio tanto, Claudia, è stata una bellissima chiacchierata! :)   

Grazie a te Deborah!
Le tue risposte sono state proprio interessanti e svelano molto anche del perché "Il segreto degli Undici" mi sia piaciuto così tanto.

A questo punto non ci resta che attendere il seguito della storia di Aron ma anche i futuri lavori di questa brava autrice^^


E per concludere come si deve vi lascio tutti i link per trovare



Il blog dell'autrice qui;
L'estratto del libro qui;
Il book trailer e le letture di alcuni capitoli del libro fatte dalla viva voce di Deborah qui





10 commenti:

  1. Brava Deb! ;) Bella l'intervista.
    Questa cosa del nonno non me l'avevi mai detta, sono geloso XD

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  2. Non vorrei essere nei tuoi panni Deb...

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  3. Oh, Chaggy, ma tu sei il mio nonnino preferito! ^^ Un giorno, un quadro o una canzone jazz mi ispirerà un best seller, hihihi... ^^''

    Daisy, per ora ti invio solo un bacione in attesa di riabbracciarci in qualche fiera! -^_^-

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  4. Si, dai! A Torino o a S. Giorgio dobbiamo trovarci, così non stresso solo il traz, anche tu avrai la tua parte XD

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  5. Favolosa intervista!
    Eccomi operativo al 100%... Nel post festività...
    Auff...

    Un mega abbraccio favolosa donna!!!

    SMACK

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  6. Codesto menestrello l'è di 'tardo como sempre!

    Esso lesse rapito parole della madonna Deb, financo maraviglia fu di silenzio in scrittura!

    Menestrello coglie occasiona di presentare sua presenza a corte di madonna Daisy, financo non trovar loco ove posar copricapo piumato fermerà codesto menestrello da cantar propria favella! (Madonna non tema, codesta non l'è minaccia da brigante ma augurio di menestrello!)

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  7. Benvenuto Messere! Potrà cantar la proprio favella quando vorrà! Cerco comunque un luogo dove poggiare il copricapo piumato, se c'è posto per la tenda tartara vuole che non ce ne sia per un attaccapanni? Aspetti e vedrà!^^
    Deb è bravissima, e il silenzio è mercanzia rara e preziosissima!

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  8. Menestrello l'è incantato da 'sìffatta trovata! Invero l'è onor aver loco ove posar copricapo di piuma e madonna ha tutto cor di codesto povero menestrello.

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  9. Per così poco! Suvvia, invece attendo il seguito del tuo intrigante racconto. Spero di leggerlo presto ;) Grazie per la visita!

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  10. L'è piacere di menestrello!
    Invero seguitar s'istoria giungerà in settimana ventura, nello dì odierno l'è compito di prodi Nebular rallegrar loco dello menestrello!

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