Le cronache di Gaia

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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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mercoledì 16 novembre 2011

Parlando di letteratura fantastica

Buon mercoledì a tutti!
Stiamo scollinando e ci avviciniamo pericolosamente a venerdì ^^
Vi lascio questo link:
http://michelenigro.wordpress.com/2011/10/31/guido-davico-bonino-e-%E2%80%9Cla-letteratura-fantastica-italiana%E2%80%9D/
Uno splendido post dedicato alla letteratura fantastica italiana indagata da Guido Davico Bonino e ben presentata da Michele Nigro
"Sarebbe impossibile parlare di fantastico italiano senza citare Aldo Palazzeschi e il suo romanzo “Il codice di Perelà” (1911), unico grande romanzo fantastico italiano, così come non mancano contributi al fantastico negli 82 racconti scritti nel corso della sua attività letteraria. Nella narrativa di Palazzeschi il fantastico è veicolato da personaggi “buffi” (dove buffo è ogni uomo che non riesce ad adattarsi alle regole) che rappresentano il ‘diverso’ in senso lato, colui o colei che ha un atteggiamento non conforme alle tradizioni, l’individualista che viene 
considerato buffo da chi non è capace di uscire dagli schemi imposti dal sistema."

2 commenti:

  1. Com'è possibile definire quel romanzo di Palazzeschi "unico grande romanzo fantastico italiano"? Su quali basi?
    E dire che in quello stesso articolo di Nigro, ne sono elencati una marea.

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  2. Ecco, sarebbe interessante se l'autore del post ti rispondesse. Vado per ipotesi. Gli autori italiani citati fino a quel punto del testo, avevano scritto racconti e novelle, in quel senso forse unico, cioè fino a quel momento. O forse intendeva essere il primo ad avere scritto un romanzo fantastico fin nella definizione. Ripeto, sono ipotesi.

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