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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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martedì 13 dicembre 2011

L'odio. Una storia d'amore



L' odio. Una storia d'amore

Emanuele Ponturo
L'odio. Una storia d'amore
Fermento Editore
pag. 120
13 euro


Sono stata attirata (e mai come in questo caso il termine è quanto mai inquietante) da questo libro proprio per la sua copertina che mi ricordava molto la storia di Cappuccetto Rosso, ma in realtà si parla molto di lupi e dell'eterna domanda di chi è il lupo.
L'autore mi ha detto che si è ispirato alla storia di Perrault di Cappuccetto Rosso, il cui finale non lascia speranza che io ho trovato disponibile qui,


Riporto di seguito il riassunto (con spoiler!) dal sito dell'editore



"Stefano di ritorno dal suo lungo soggiorno londinese decide di fermarsi a Roma in un albergo fatiscente della Magliana, stessa periferia dove è nato e cresciuto. Per colpa del suo primo amore, la sorella più grande del suo migliore amico, aveva dovuto lasciare la scuola. La ragazzina, infatti, sorpresa con lui nei bagni dell’istituto aveva detto che Stefano l’aveva minacciata con un coltello. In realtà Barbara aveva accettato l'invito di Stefano a fumare insieme una canna nei bagni della scuola ma, una volta scoperti dal bidello, per salvarsi non aveva  esitato ad accusare l'amico di un tentativo di violenza sessuale. Stefano è innocente ma impotente di fronte a tutte le accuse che gli vengono mosse. Aveva, sì, un coltello ma per tagliare il fumo e offrirlo a Barbara, che per scagionarsi gli punta il dito contro. Stefano dunque  trova sistemazione in uno squallido albergo e  in una birreria  a due passi dall’hotel  crede di riconoscere Barbara nella ragazza che serve ai tavoli. Comincia a scriverle delle lettere… Ma la ragazza del  pub non è Barbara, si tratta piuttosto di Monica. Questo equivoco  porta  Stefano mano a mano ad allontanarsi sempre di più dalla realtà sovrapponendo fantasie e ricordi: senza più distinguere tra realtà e vita immaginata, comincia a credere alle proprie deliranti ossessioni. In questo viaggio all’indietro nei luoghi della sua adolescenza Stefano rivive il suo passato: l'amore per Barbara, l'insofferenza per la scuola e per  il quartiere, il rapporto violento col padre, la morte della madre, l'amicizia con il gruppo e il legame velatamente omosessuale con  Edo, il fratello di Barbara. La complicità  tra Edo, Barbara e Stefano, come le valve di un’ostrica separa  i tre dal resto del mondo. Anche Monica, studentessa universitaria fuori corso, che lavora in birreria per pagarsi gli studi e divide l'appartamento con due amiche, vive in attesa di un amore. Le lettere anonime che Stefano regolarmente le lascia al pub senza ancora palesarsi a lei, rivelano una personalità struggente e appassionata e la fanno sognare. Monica finisce con l'innamorarsi del giovane sconosciuto che trama su di lei  un controllo psicologico via via sempre più invadente. Ne è soggiogata a  tal punto da seguirlo nella cascina in montagna credendo alla promessa di una indimenticabile notte d'amore. È l'evolversi di quell'amore ambiguo e malato che culminerà nella violenza sessuale e nell'omicidio in un bosco. Proprio perché le favole quando vanno a toccare il corpo diventano storie nere, senza redenzione."


Questo libro, più che una recensione, mi ha ispirato un commento e una serie di domande e considerazioni.


Ve le lascio leggere.



"Non è facile riassumere questa storia in cui sono i ricordi e i sentimenti la struttura su cui si regge tutta la costruzione narrativa.
È un tuffo nell’animo inquieto e turbato di giovani che si sono persi all’interno del bosco oscuro di se stessi.
Per prima incontriamo Monica, che ha tutto e non le basta, perché brama, desidera vivere di più, più intensamente, poi c’è lui, di cui solo avanti nella storia conosciamo il nome, Stefano. Ha avuto poco, è cresciuto legato alla passione per Barbara, donna che rappresenta tutto ciò che lui non ha e che vorrebbe.
Poi ci sono Edo e Barbara, uniti da qualcosa che possiamo intuire andare oltre l’amore fraterno.
Quando si entra nel bosco e si lascia la strada maestra si sa che è pericoloso, ma non è forse questo brivido quello che cercano Stefano e Monica?
Esattamente, quando i sogni causano la nostra sofferenza e il distacco dalla realtà diviene tale da porci nella condizione di pregiudicare per sempre la nostra vita?
Ma quando la vittima sceglie di diventare vittima e quando il lupo diviene tale?
La seduzione della parola, la poesia come arma e la violenza come affermazione di sé, in un cammino verso il profondo del bosco gelato. La neve e l'acqua come elemento fisico dell'estraniazione di sè e della simbiosi con il mondo.
Una scrittura fluida, coinvolgente ed elegante, un noir dai risvolti psicologici forti, una lettura che non lascia indifferenti."

Se avete voglia e pazienza potete leggere quello che scrivevo nel mio racconto La tormenta, mi  ha fatto una certa impressione, a distanza di un anno, ritrovare in una storia non mia le stesse atmosfere, o forse è solo una mia impressione perché il suo compleanno incombe.

In ogni caso Emanuele Ponturo ha scritto un libro che merita senza dubbio di essere letto.

5 commenti:

  1. Pare una storia piuttosto inquietante. Lo metto in wishlist su IBS, ora lo cerco.

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  2. Lo e' infatti, se lo leggerai poi vorrei conoscere la tua opinione. E' un volumetto, tu in un'ora, massimo due lo finisci ;)

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  3. Ussignor aiuto!!! Inquetudine a parte forse potrebbe ispirarmi!!! Ma di certo il titolo è attrattivo!!!
    Un abbraccione miticaaaaa!!!!

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  4. Per ora non posso prendere libri nuovi. Però lo metto in wishlist ;)

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  5. Se vuoi, se leggi libri di altri, te lo presto volentieri

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