Le cronache di Gaia

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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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mercoledì 9 febbraio 2011

Milano è una selva oscura




«Mangià e bev in santa libertà, diga chi vœr, l'è on gust cont i barbis», scriveva il Porta. Parole sante, secondo il Dante; ché il primo dei poeti milanesi pure lui l'era della razza dei poerítt ma gnücch: un modo di dire secco e forte, che contiene per il Dante una voglia di ribellione contro e nonostante la povertà: l'orgoglio gnücco dei donchisciotti che non si piegano.
Laura Pariani, Milano è una selva oscura
***
«Di nuovo in cammino. Passin passetto, con l'anca legnosa per i reumi»: il nuovo romanzo di Laura Pariani, Milano è una selva oscura, è un lungo vagabondaggio nella Milano del 1969. A guidare i lettori per le strade della città Dante, barbone milanese, ex soldato, ex emigrato, ex marito, ex gestore di una libreria antiquaria finito in carcere per qualche rivista un po' troppo osé. Un uomo che non ha voluto rientrare nella cosiddetta «società». E camminando per le vie di una Milano segnata da molte tensioni, con le rivolte giovanili e operaie sullo sfondo, Dante ricorda il suo passato e descrive i mille volti della città. Fino ad arrivare nel cuore di Milano e dell'evento che segnò tutta una stagione italiana, l'attentato di Piazza Fontana.
Così l'autrice presenta ai lettori il suo nuovo romanzo:
Avevo diciott'anni quando scoprii Milano: la nebbia della Darsena, i cortili della Statale, le latterie dove mandar giù un sànguis quando in tasca il peculio era scarso, le bancarelle di libri usati, i bagolari di via Vincenzo Monti; e, naturalmente, la politica e le manifestazioni: perché era il 1969. E c'era un lingéra - a Milano i barboni si chiamano così - che bazzicava dalle parti di Foro Bonaparte: bastava un bianchino per sciogliergli la parlata ambrosiana a illustrarci la sua teoria che «la vita è tutta una tombola». Comincia forse da lì il mio interesse per tutti quelli che nella vita fecero «lo gran rifiuto».



Mi arrendo!
Sarà anche bella la nostra Italia, ricca di dialetti e di sfaccettature, ma leggere un libro in un dialetto non mio è un'impresa troppo ardua!
Per correttezza di informazione, io non leggo nemmeno Camilleri perché proprio non capisco quello che scrive...dunque il problema è mio.

Questo libro di Laura Pariani è interessante e la storia mi aveva pure presa, ma che fatica!
Se non avete i miei problemi linguistici ve lo consiglio perché è ricco di citazioni e il protagonista, Dante è molto simpatico.

Oggi esercito il mio diritto di lettrice e lascio a metà il libro, non è detto che domani non lo riprenda in mano...

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