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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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giovedì 3 marzo 2011

La lama del dolore - Trilogia di Lothar Basler

Ieri sera ho finito il libro di Marco Davide.
Lo possedevo da tempo, perchè fidati lettori mi avevano convinta a comprarlo, ma chissà perchè tardavo ad iniziarlo.
Ho rimediato al mio errore^^



La lama del dolore — Trilogia di Lothar Basler di Marco Davide
(2007, Gruppo Armando Curcio Editore, collana Electi, pag. 735, euro 18,90)

La lama del dolore è il primo capitolo di una trilogia dal sapore gotico che parla, con il linguaggio del fantasy, di noi e del mondo “reale”.
Lothar Basler torna a Lum dopo sette anni nell’esercito dei Principati. Lo sospinge l’arcana forza dell’odio, dell’amore e del dolore, che riporta in vita roventi verità sepolte insieme a una spada. La stanchezza è soffocante, i nervi sono rosi dall’attesa, la mente scorticata dal dolore. Ma l’impresa deve essere compiuta: prendono vigore misteriose forze pronte a tutto pur di possedere e manipolare il Potere, e solo ripercorrendo il sentiero di una memoria dolorosa sarà possibile contrastarle. Perseguitato da incubi oscuri e braccato da demoni e presenze occulte, Lothar affronta il destino assieme a un gruppo di compagni inciampati nelle trame della sua sorte.


Chi è l'autore?

Marco Davide (Roma, 11 gennaio 1976) è uno scrittore italiano, in particolare di romanzi fantasy. Laureatosi in ingegneria elettronica all'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", fin da giovane è appassionato di fantasy e giochi di ruolo. Si è dedicato per anni alla scrittura di racconti culminati nella sua prima trilogia gothic-fantasy, la Trilogia di Lothar Basler. Il libro d'esordio della trilogia, La lama del dolore, è stato pubblicato da Armando Curcio Editore nel novembre 2007; nel 2008 è stato pubblicato Il Sangue della Terra, mentre il terzo e conclusivo capitolo della trilogia, Figli di Tenebra, è stato pubblicato nel 2009. Tale ultimo romanzo ha vinto nel 2010 il Premio Cittadella. Attualmente sta lavorando alla scrittura di una nuova saga fantasy.

Il mio commento

La lama del dolore

Non avevo mai letto un fantasy del genere.
Di solito le storie fantastiche vengono proiettate nella mia mente come immagini cinematografiche e, se il libro è all’altezza, mi gusto il bel film che la mia immaginazione riesce a creare.
Il primo capitolo della saga di Lothar Basler non è un film, è una graphic novel. Oscura, dai toni ocra e crepuscolari in cui, in una pioggia quasi perenne, i protagonisti si muovono circondati dalla nostalgia.
L’originalità di questo libro non è nella storia, che a ben vedere è proprio un fantasy classico, con la formazione della compagnia e la cerca tradizionale, no è lo stile dell’autore, che riesce a rendere il romanzo unico.
Il libro si divide in due parti, in modo netto.
La prima è un grande prologo in cui veniamo a conoscenza dei protagonisti.
Lothar Basler con la sua imponenza fisica e il suo tormentato passato, Mutio-Simone vivace e allegro, ma delle cui turbe il lettore subito si accorge. Avrebbe il futuro luminoso di fronte a sé ma il crepuscolo lo chiama con forza irresistibile. Rugni, il nano, pazzo e orgoglioso, dalla simpatia dirompente, Thorval, forte guerriero che ambisce ad affermare il proprio coraggio. Mootz con il suo orrendo aspetto di mezz’orco e con la solitudine propria degli emarginati. Una serie di inaspettati eventi unisce questi cinque uomini nella disperata ricerca di Helena, la moglie di Mutio, rapita da una setta oscura.
Questa parte permette al lettore di apprezzare pienamente la profondità psicologica dei personaggi, di conoscere il passato di Lothar e la dolorosa perdita di sua moglie. Scopriamo i poteri della spada e del suo proprietario. Scopriamo, purtroppo per me, che non sono amante dello splatter, tante immonde creature. Questa è l’unica nota dolente, erano proprio necessarie tutte queste chimere?
Rivelati tutti i misteri passati, inizia la seconda parte.
Comincia l’avventura vera e propria che si svolgerà nei volumi successi della saga, suppongo.
Le descrizione dei luoghi, delle stagioni, sono meravigliose. È di poesia assoluta il passaggio a volo d’uccello del vento del nord, portatore dell’inverno, attraverso le terre del mondo di Lothar.
Il cammeo della guardia di Volturnia è scritto benissimo, come pure la triste cena alla locanda.
Sono squarci di luce nel mondo al tramonto che Lothar sta per lasciare.
L’atmosfera malinconica dell’autunno prima, e dell’inverno poi, accompagnano il lettore fino alla partenza per le terre d’occidente che è luminosa, finalmente.
Quasi a ricordare che nel cuore dell’inverno nasce la primavera.
Non avrei mai detto di trovare tanto sentimento e poesia in un libro in cui i combattimenti sono cruenti e ben descritti. In cui non si risparmia al lettore la morte di innocenti avvenuta in modo crudele.
Eppure la dolorosa malinconia dei ricordi felici è descritta in modo superbo, anche questa è una lama che trafigge il protagonista e il lettore.
I personaggi sono i punti di forza del mondo creato da Marco Davide e, per quanto le descrizioni siano dettagliate,e veramente belle da leggere, i protagonisti sono così ben individuati psicologicamente da poter essere delle persone reali.

Nonostante la mole è un romanzo scorrevole e godibile che non lascia il lettore insoddisfatto, anzi, lo invoglia a proseguire il viaggio, ma senza la frustrazione di una improvvisa interruzioni, come avviene in altre trilogie.
La storia è conclusa, se vorremo saliremo sul Kraken per scoprire chi è Mutio e soprattutto per capire meglio cosa si cela nel cuore oscuro di Lothar.
Io ho già fatto i bagagli e sono pronta a salpare!

4 commenti:

  1. Una bella saga, concordo!
    Anche io l'ho presa su consiglio altrui, e ho aspettato un po' per leggerla. Ero timoroso che si trattasse di un buco nell'acqua, non so perchè (fantasy quasi classico di un autore italiano, scarsa pubblicizzazione, presenza di un nano quando avevo appena letto un libro con uno dei nani migliori che io abbia trovato... preconcetti, comunque).
    E mi ha sorpreso favorevolmente, sia questo primo libro che la saga nel suo insieme (anche se il secondo libro mi è piaciuto meno degli altri, purtroppo)

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  2. E' bello iniziare un libro, senza farsi grandi aspettative e poi venirne sorpresi!
    Il secondo lo leggerò tra un po', prima volevo dedicarmi a "I Figli di Atlantide". Chissà perché capita così spesso che i secondi volumi delle trilogie siano gli anelli deboli della catena?

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  3. caspita Daisy, che recensione! Potresti scrivere... un libro, ah ah! A parte questo, attendo il librone, ok? Un bacio! Black.

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  4. ^_^ il librone di Lothar arriva lunedì! Buon week end Black!

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