Le cronache di Gaia

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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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lunedì 16 maggio 2011

10 domande + 1 a...Simone Draghetti

Riprendo oggi la piccola rubrica 10 domande +1 a ….

ospitando uno scrittore che è anche editore. Simone Draghetti.

Scopriamo qualcosina di lui.

Simone Draghetti nasce nel Dicembre del 1971 a Lodi, città dove attualmente vive. Appassionato di storia e architettura medievale, musica rock, viaggi nel nord e nell’est europeo. Nel 2004 vede la luce il suo primo romanzo “Brezza d’oriente” edito dalla Ti.ple.co. di Piacenza.


Nel 2007 Linee Infinite pubblica “Il buio e la luce”

breve raccolta di racconti, a cui fa seguito, tre anni dopo un altro romanzo d’avventura intitolato “Registan”

sempre edito da Linee Infinite. “Love and darkness” è il suo quarto libro.


Ciao grazie per avere accettato di essere qui e di rispondere alle mie domande, accomodati pure

1. Per cominciare ti va di raccontare qualcosa di te?

Ho trentanove anni, sono nato a Lodi, città dove attualmente vivo. Un luogo a cui sono molto legato e dove, a volte, ambiento alcuni dei miei racconti. Sono una persona socievole, con tanta voglia di divertirmi, di imparare, di conoscere. Sono un inguaribile viaggiatore e mi piace scoprire culture, tradizioni, usi e costumi di altri paesi e di altri popoli. Il mio prossimo viaggio mi porterà in Asia Centrale, in Uzbekistan, sulla via della seta, a Samarcanda ed in altre città , sulle tracce di Marco Polo. Non sono sposato;-) e dedico quasi tutto il mio tempo libero ai libri, sia scritti, che letti.

2. Quando hai iniziato a sentire la necessità di scrivere?

Necessità è una parola grossa, più che altro direi “voglia” di scrivere. Fin da ragazzo ero un gran lettore. Divoravo libri, soprattutto romanzi d'horror. Leggevo, soprattutto d'estate durante le vacanze . Leggevo prettamente di notte, alla luce di una lampada da lettura. Amavo immergermi in altri mondi e vivere storie che nella realtà non avrei mai potuto affrontare. Mi immedesimavo nei personaggi. Lottavo con loro, attraverso di loro, avevo paura, gioivo, soffrivo, amavo, insomma era il mondo alternativo in cui amavo entrare, chiudere la porta alle mie spalle e lasciare la monotonia della vita normale al di fuori di essa. La diretta conseguenza di tutto questo è stato il cimentarmi con la scrittura. All'inizio con la stesura di racconti, poi man mano che crescevo e l'abilità s'affinava, con vere e proprie storie che poi sono sfociate nel mio primo romanzo. Direi che i primi testi ho iniziato a scriverli a quindici o sedici anni.

3. Quali sono i libri e gli autori a cui senti di essere più legato?

Ho sempre amato Stephen King, Clive Barker, Dean Koontz Ken Follett, Robert Ludlum, Frederick Forsyth, Umberto Eco, Franco Cardini, Stefano Benni...poi i grandi Dostoevskij, Tolstoj, Puskin, Anna Achmatova (grande poetessa russa)...Stoker, Poe, Lovecraft, Robert Bloch, Asimov. Non dimentichiamoci di Jean M. Auel e della sua saga di “Ayla”. Per finire citerei Jane Austen (sì, leggo pure lei).

Un libro su tutti mi è piaciuto degli autori sopra elencati: “Il pendolo di Foucault” di Umberto Eco. Ma anche “It” di King, “Orgoglio e pregiudizio” della Auel. Insomma, un po' per tutti i gusti.


4. Ti va di suggerirci un libro?

Assolutamente “L'idiota” di Dostoevskij.


5. Ci sono altre forme di arte, come la musica o la pittura, per fare un esempio, a cui sei legato? Influenzano il tuo scrivere?

Adoro ascoltare musica, sentire le note che fluiscono attorno a me e saturano il luogo dove mi trovo. Come musica contemporanea ascolto Heavy metal, Hard rock, rock progressivo, blues...Ma amo anche lasciarmi cullare dal folk irlandese e del nord Europa ma anche dalla “Tradizionale” che arriva dalla Russia. Ascolto classica e musica antica (medievale/rinascimentale).

La musica non influenza assolutamente la mia scrittura, in nessun modo.

6. Come scrivi? Cioè progetti, documenti e poi scrivi o ti siedi e poi cominci a digitare parole al computer? Hai dei riti particolari?

Dipende da diversi fattori. Se scrivo racconti non progetto nulla. Accendo il pc ed inizio a scrivere seguendo la traccia che mi è venuta in mente. Se invece devo scrivere un romanzo mi documento, soprattutto se devo ambientare lo scritto all'estero od in luoghi in cui non sono ancora stato.

Non ho riti particolari, tranne quello che a volte mi piace scrivere con il pc portatile sulle rive del fiume che bagna la mia città.

7. “Love and Darkness” è il tuo quarto libro. Finora avevi sperimentato il thriller con “Registan”, il romance con “Brezza d’oriente”, i racconti intimistici con“Il buio e la luce. Nove racconti agli antipodi”. Ti piace sperimentare o stai ancora cercando il tuo genere?

Registan e Brezza d'oriente sono delle avventure in luoghi diversi da quelli in cui siamo abituati a vivere. Love and darkness ed il buio e la luce sono libri simili, quasi fratelli. Nel senso che sono racconti suddivisi in scritti d'amore ed in scritti d'horror. Scrivo quello che mi va di mettere su carta. Non per la voglia di sperimentare, ma semplicemente perché in quel periodo, in quel determinato momento della mia vita mi andava di fare così. Oppure perché quelle erano le idee che giravano per la mia testa.

8. Ti va di raccontarci qualcosa di “Love and Darkness”?

Che dire di “Love and darkness”? E' una raccolta d'amore e d'horror. Racconti abbastanza corti, d'impatto per la parte orrorifica, più descrittivi e pregni di sentimenti per la parte d'amore.

L'alternanza di sentimenti è il motivo portante del libro. L'amore, che ognuno di noi agogna nella sua vita e le paure, che affollano la psiche umana e le nostre giornate.

9. Oltre che scrittore sei anche editore. Come è nato il desiderio di entrare nel difficile mondo dell’editoria? Come vivi questo tuo doppio ruolo?

Scrittore è una parola grossa, preferisco definirmi “appassionato di scrittura”. Penso che in questo mondo ci vuole moltissima umiltà, fare una bella gavetta, perché non basta pubblicare un libro per definirsi scrittore ma bisogna impegnarsi a fondo e migliorarsi. Non si è mai arrivati. Ci sono troppe persone che si fregiano del titolo di scrittore, credendo di aver scritto il “capolavoro”. Umiltà è la parola che si deve tenere a mente, soprattutto per il rispetto degli altri colleghi, di se stessi e del lettore. Sono più di dodici anni che navigo in questo mondo, tra alti e bassi, tra enormi soddisfazioni e cocenti delusioni ma, quello che ho imparato, è che bisogna sempre rimanere se stessi, con i propri sogni, con le proprie speranze, coltivando questa bellissima passione che è la scrittura.

Non è stato un vero desiderio, ma semplicemente la diretta conseguenza del dar vita a quello che scrivevo. Da semplici parole scritte su un foglio, a vere storie stampate e raccolte nei libri e fatte leggere ai lettori.

Fare l'editore (non è il mio lavoro principale, lo faccio semplicemente per hobby) da molte soddisfazioni, specialmente quando vieni a contatto con gli autori che pubblicano la prima opera. Vedere queste persone emozionate davanti al frutto del loro duro lavoro è una sensazione impagabile perché, in qualche modo, hai contribuito a realizzare un sogno di una persona che magari teneva nel cassetto da tanto tempo.

Essere autore è una sensazione unica, bellissima, intensa. Sapere che quello che scrivi può piacere a persone che vengono alle tue presentazioni o che vanno in libreria a richiedere il tuo scritto...bè...è un'emozione speciale.

10. Una domanda riguardo al futuro è quasi obbligatoria: stai lavorando a nuovi progetti, ti va di anticiparci qualcosa?

Certamente...Nel cassetto ho pronto un romanzo d'amore di cinquecento pagine. Una storia che si dipana tra la calura della pianura padana ed i canali di Amsterdam.

Un altro romanzo che è pronto per la pubblicazione è il seguito di Brezza d'oriente. Tra le righe di quello scritto riprendo da dove era terminato il primo romanzo e, tramite gli occhi di Tatiana, la mia adorata protagonista, narro vicende di estrema e cruda realtà, storie dei nostri giorni, attraverso le vie di una Milano degradata, dove bande di malavitosi sfruttano le ragazze provenienti dai paesi dell'est, rendendole schiave e sfruttandole a loro piacimento.

Infine sto scrivendo il mio “colosso”. Un monumentale romanzo che è il seguito di Registan. Sto andando un po' a rilento perché lavoro a questo volume solamente nel periodo primaverile/estivo. Un libro che sta vedendo la luce sulle rive dell'Adda (il fiume che citavo poco sopra). Un vezzo che voglio mantenere. La parola fine la metterò in una calda giornata estiva.

La domanda +1 è la domanda di riserva all’autore.

Avresti sempre voluto che ti chiedessero ... ma nessuno l’ha mai fatto?

Ora è il momento giusto!

Suggerisci la domanda che desideri, siamo curiosi di leggere la risposta!


“Ma i tuoi libri sono autobiografici? Quanto di te c'è nei tuoi scritti?”

No, i miei romanzi ed i miei racconti non sono autobiografici. Di me c'è tutto e niente. Ovviamente l'esperienza accumulata in questi anni la utilizzo per completare il carattere dei miei personaggi, dei luoghi che creo, delle situazioni che narro. Però è tutto inventato, come lo deve essere un buon romanzo (a meno che sia uno storico)

Grazie per le domande ed un saluto a tutti i lettori.

Grazie a te Simone!

Sei stato gentilissimo e mi ha lasciato non poche curiosità per i tuoi prossimi romanzi!

Alla prossima!

1 commento:

  1. Complimenti, bellissima intervista! Black.

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