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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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lunedì 26 luglio 2010

Signore e signori



Signore e Signori
di
Alan Bennett.

Wikipedia ci dice di lui:

Alan Bennett (Armley, 9 maggio 1934) è uno scrittore e drammaturgo inglese. Figlio di un macellaio, dopo gli studi secondari ha vinto una borsa di studio ad Oxford presso l’Exeter College, dove si è laureato in storia e dove è rimasto per diversi anni come ricercatore e docente di storia medievale, finché non ha abbandonato il mondo accademico per dedicarsi al teatro.Al 1994 risale il film La pazzia di Re Giorgio, adattamento dell’omonima commedia di Bennett del 1991. Nel 2004 è avvenuta la prima rappresentazione della commedia The History Boys, da cui nel 2006 è stato tratto l'omonimo film vincitore di 6 Tony Award.
In italiano le opere di Bennett (soltanto alcune, tra la vasta produzione dell’autore) sono state pubblicate dalla casa editrice Adelphi.
• La pazzia di Re Giorgio (The Madness of George 3), 1996
• Nudi e crudi (The Clothes they stood up in), 2001
• La cerimonia del massaggio (The laying on of Hands), 2002
• La signora nel furgone (The Lady in the Van), 2003
• Signore e signori (Talking heads), 2004
• Scritto sul corpo (Written on the Body), 2006
• La sovrana lettrice (The uncommon Reader), 2007
• Una visita guidata, 2008
• L'imbarazzo della scelta, 2009

Adelphi ci dice anche che :
Alan Bennett ha esordito nel 1960 come attore e coautore di un fortunatissimo spettacolo leggero Beyond the Fringe. La sua prima commedia andata in scena a Londa, Forty Years On, è del 1968.

Alan Bennett, a proposito di Signore e Signori ci dice che:
“Questa raccolta contiene la prima serie di Signore e Signori, sei monologhi in tutto, e la sua Introduzione. Mi è parso opportuno includere anche Una donna come tante, un monologo che risale a molto tempo prima, passato in tivù nel 1982, per il quale avevo preparato questa introduzione”.

Io vi dico che Signore e Signori sono sei monologhi più uno, appunto.

Stranamente, a parte Una patatina nello zucchero, il cui narratore è un uomo,( ma scopriremo alla fine che è omosessuale) gli altri sei sono raccontati da donne. Non hanno tutti lo stesso ritmo, ovviamente, ma nel complesso non si può non riconoscere l’ironia amara del suo autore.

Sorrisi a denti stretti e molti pensieri sulla solitudine. Monologhi sono appunto.
Il compagno di vita o non c’è mai stato, o è morto, o se l’è data a gambe.
Lettura che consiglio caldamente, perché piacevole e nello stesso tempo seriosa. Spunti di riflessione sulle fobie e fissazioni umane e sulla religione. Presa in giro in modo elegantissimo, non tanto nella fede quanto nella professione offerta dagli esemplari dei credenti. Ci sono anche frecciate al mondo dello spettacolo, mirabile è la chiusa finale di La sua grande occasione: Recitare, in fondo, è solo questione di dare.
Dei sette però il mio preferito è Un letto fra le lenticchie, interraziale, interreligioso, interalcolico.

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