Le cronache di Gaia

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Italia: terra d'amori, arte e sapori

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EWWA

venerdì 15 aprile 2011

Il mio Giappone 3

Non datemi della tira pacchi, neanche oggi parlo di Murakami.
Dopo l'anime di Miyazaki, dopo la scrittura ironica di Amélie Nothomb oggi vorrei parlare di un'autrice italiana che scrive fantasy orientali.
E secondo me è molto brava.

Francesca Angelinelli.

Nasce a Busto Arsizio (VA) nel 1982.

Scrive per passione fin da quando era bambina e nel corso degli anni, grazie alle numerose letture, si avvicina alla narrativa fantastica.

Nel 2004 riceve il suo primo riconoscimento giungendo terza al Premio di Narrativa Yoric con il racconto "Una strega vera". Nel corso del 2005 due racconti vengono pubblicati su riviste specializzate: "Da Ogni Dove" sul numero di Febbraio/Aprile della rivista Inchiostro, e"Infiltrato" sul numero di Marzo della rivista Il Laboratorio del Segnalibro.

Nel 2007 pubblica i suoi primi due romanzi, i fantasy orientali "Chariza. Il soffio del vento" e "Chariza. Il drago bianco", per Runde Taarn Edizioni, con cui nel marzo del 2009 pubblica anche "Valaeria". Nel settembre 2009 pubblica il paranormal romance"Werewolf" con l'editore Linee Infinite.

Il 2010 è l'anno del suo ritorno al fantasy orientale con il volume "Kizu no Kuma", edito da Casini, che inaugura la serie Ryukoku Monogatari, e con la pubblicazione della raccolta "Racconti di viaggio del monaco Kyoshi", vincitrice della seconda edizione del Premio di Narrativa Fantastica - Altri Mondi.

Sempre nel 2010 alcuni racconti vengono selezionati per diversi progetti:
Il racconto fantasy orientale "Notte di Luna" è stato inserito nell'antologia "Trifolium" (Caravaggio 2010).
Il racconto fantastico "L'ultima Signora" sarà inserito nell'antologia "La notte delle streghe & dei vampiri"(Novembre 2010), edita da Giovane Holden Editore.
Il racconto cyberpunk "Doppio Gioco" è presente sul primo numero della rivista "Altrisogni" (2010)

Chi non la conoscesse può rifarsi leggendo Kizu no Kuma. Io l'ho trovato scritto veramente bene e lo consiglio agli amanti del fantasy orientale.

Gaiko, giovane guerriero dell'Impero Si-hai-pai, ha un futuro brillante di fronte a sé. Ma l'assassinio della sorella Karui sconvolge la sua esistenza. Spinto dal desiderio di vendetta, Gaiko compie una strage.

Non sa di essere stato una pedina in un gioco di potere più grande di lui.

Il suo mondo è in frantumi e, costretto alla fuga, rischia di perdere se stesso, oltre che tutto ciò che deve abbandonare a Hoh-ma, Capitale dell'Impero. Ma in un tempio, abitato dal misterioso monaco Yurei, Gaiko inizia la riabilitazione fisica e spirituale. Qui incontra anche una donna, Mai-mai, che lo costringerà a confrontarsi con le sue colpe e il suo passato.

Quando lo lessi scrissi questo commento su aNobii, e la penso ancora così

La cicatrice dell’orso

Un grande guerriero nell’arco di due giorni perde tutto ciò che aveva, nome, onore, ricchezze ma soprattutto se stesso. Il furore che si impossessa di lui, nello scoprire l’assassinio dell’amata sorella, lo porta a commettere atti di inaudita violenza verso i colpevoli, ma anche verso poveri innocenti. Inseguito braccato cade nel fiume, il Drago Azzurro e in una buca, il Drago Verde. Lui che era il Drago rosso dovrà imparare a Fermarsi e a Calmarsi.Un monaco, una dolce fanciulla, un demone, una guerriera dal passato segreto lo accompagneranno lungo il percorso che gli consentirà di far rimarginare la sua cicatrice e di ritornare un uomo, non più un orso.

Ho letto il libro in un soffio, stupendomi di come fossi arrivata alla fine senza accorgermene, sono stata accompagnata lungo il percorso di rinascita di Gaiko e attraverso questo impero orientale, il Si-hai-pai, e alla fine mi ritrovo a chiedermi se tutto ciò è esistito veramente o se la fervida immaginazione di Francesca Angelinelli è riuscita a rendere così credibile questo luogo incantato e orientale.

Il succedersi delle stagioni, la leggerezza così pesante dei personaggi e delle loro emozioni, il dolce paesaggio sono descritti con grande maestria. I luoghi dell’anima non prevalgono mai sui luoghi fisici, che anzi si adattano ai momenti della vita del protagonista. Ed ecco che la morte è autunnale, la gioia è estiva, la vendetta, ma anche la rinascita, sono fine inverno.

Un romanzo in cui le ambientazioni hanno grande impatto nella storia e nel lettore e per il quale la definizione fantasy orientale, secondo me, è troppo stretta.

Una storia che mi è piaciuta moltissimo, scritta bene, coinvolgente e ricca di emozione. Il libro si conclude con una parte dedicata alle tradizioni dell’Impero Si-Hai-pai, che ho molto apprezzato, sia per la veste grafica, assolutamente originale, sia per la ricchezza di informazioni.


Quello di oggi è un post in cui volevo far capire come ci siano anche autori fantasy da cui attingere per conoscere il Giappone. Spero di avere raggiunto l'obiettivo.



8 commenti:

  1. Considerando che io pratico anche kyudo (tiro con l'arco giapponese) hai pienamente raggiunto l'obbiettivo.
    domo arigatou, carissima (inchino, inchino, inchino)

    Francesca

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  2. Ahahah mi fa molto piacere!
    Grazie a te, Francesca, per il passaggio e soprattutto per le tue storie^^

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  3. la Fra dev'essere stata giapponese in qualche vita precedente... i suoi racconti e romanzi orientali hanno proprio "il sapore giusto", non saprei come dirlo!
    ^^ ottima scelta per questo post!!

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  4. L'hai detto benissimo Francy! E' proprio per questo che ho pensato a lei^^

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  5. Scusate, non per troncare quanto detto sopra, ma il suddetto kizu no kuma, di tutti i libri che ho letto, è stato uno di quelli che mi è piaciuto di meno...anzi, non mi è piaciuto proprio! Non per la storia in sè, ma io l'ho trovato scritto in modo molto frettoloso e superficiale, i personaggi non erano caratterizzati da un punto di vista psicologico, non sono riuscita ad affezionarmi a nulla, come se fra me e la storia narrata ci fosse un muro invalicabile... bella l'idea delle Cucitrici, ma per il resto... mi ha lasciato molto a desiderare. Sembra una semplice bozza, più che un romanzo vero e proprio, con tanto di stupenda ( questo sì) copertina.

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  6. Ciao, grazie per la visita. Posso chiederti se intendi dire di tutti i libri che hai letto di questa autrice, o in generale sul Giappone? Dici "bozza"? Chissà perché questo termine mi ricorda qualcuno... ma potrei sbagliarmi.
    Può succedere che un romanzo non catturi tutti nella stessa maniera, anzi, credo capiti con tutti i romanzi^^

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  7. Certamente ognuno percepisce un libro e una storia in un modo diverso, libri che a me sono piaciuti moltissimo, qualcun altro li ha usati per accendere il camino... Della Angelinelli ho letto solo questo libro, e se devo essere sincera, non mi è piaciuto non perché parlasse del Giappone o per la storia in sè, anzi, secondo me avrebbe potuto venirne fuori davvero una bella opera se solo l'autrice avesse dedicato un po' più di attenzione ai particolari e avesse avuto un po' meno fretta di finire. Comunque questa è la mia opinione, non una critica all'autrice contro cui non ho assolutamente niente, chiariamolo. E' solo che "Kizu no kuma" mi ha lasciata un po' delusa, tutto qui. In ogni caso ho in mente di rileggerlo, magari con un po' più di attenzione

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  8. Che brava! Io difficilmente rileggo i libri, salvo non mi siano rimasti proprio nel cuore. Grazie per essere passata e per avere risposto alla mia domanda. E' sempre bello confrontarsi sui libri e se non si è d'accordo è più interessante. Buona serata

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